Isleta de los Patos: il parco di Forestier

Why is it significant?

Ascolta prima di guardare: il verso delle anatre, il fruscio dell'acqua, i pappagallini verdi che strillano tra le palme. Davanti a te, in mezzo a un laghetto, c'è un'isoletta piena di alberi, e intorno una piccola folla di anatre, oche e bambini che le inseguono sulle sponde.

Key Facts

PlaceIsleta de los Patos: il parco di Forestier
AddressAvenida de Pizarro, Parque de María Luisa, 41013 Sevilla, Spain
Geo Coordinates37.37470, -5.98890
Part of WalkSiviglia in fiore: Plaza de España, il Parco di María Luisa e il sogno dell'Esposizione del 1929
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Ascolta prima di guardare: il verso delle anatre, il fruscio dell'acqua, i pappagallini verdi che strillano tra le palme. Davanti a te, in mezzo a un laghetto, c'è un'isoletta piena di alberi, e intorno una piccola folla di anatre, oche e bambini che le inseguono sulle sponde. È il salotto più democratico di Siviglia: i nonni leggono il giornale all'ombra, i bambini contano le anatre, gli innamorati non contano niente.

Questo parco è il regalo dell'infanta María Luisa alla città, nel 1893. Ma il parco che vedi è opera di un francese: Jean-Claude Nicolas Forestier, il paesaggista che curava i giardini pubblici di Parigi. Fu chiamato nel 1911 per trasformare i vecchi giardini dei Montpensier in vista dell'Esposizione, e il parco fu aperto al pubblico nel 1914. Forestier vi mescolò due mondi: i viali romantici all'europea e il giardino andaluso di tradizione araba.

La sua idea era semplice e geniale: l'acqua. Canali bassi, vasche, fontanelle a raso, piastrelle di ceramica, panchine sotto i pergolati, tutto pensato per far scorrere il fresco durante l'estate andalusa. Il risultato è un parco di circa trentaquattro ettari che sembra un labirinto di stanze verdi, ognuna con il suo nome, la sua fontana, il suo omaggio a un poeta o a un personaggio. Forestier lavorò anche ai giardini del Montjuïc, a Barcellona, ma molti considerano questo parco il suo capolavoro.

Gli alberi formano un piccolo mondo intero: palme, aranci, magnolie, pini, platani, ficus giganteschi arrivati dai tropici. E da qualche decennio il parco ha nuovi abitanti rumorosi, proprio quei pappagallini verdi che senti: arrivati come animali da compagnia, scappati o liberati, oggi sono così numerosi da preoccupare i naturalisti. Le anatre dell'isoletta, invece, sono le padrone di casa da sempre, e lo sanno benissimo.

Ora prosegui verso sud lungo il viale, fino a una grande vasca circondata da leoni di pietra, ai piedi di una collinetta con una cascata: la Fuente de los Leones.

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