Hotel Alfonso XIII: l'edificio simbolo del 1929

Why is it significant?

Fermati sul marciapiede e guarda questo edificio: mattoni rossi, archi moreschi, balconi di ferro, azulejos colorati, torrette agli angoli. Non è un monumento antico: è il grande albergo costruito per l'Esposizione del 1929, e ne riassume lo stile meglio di qualunque padiglione.

Key Facts

PlaceHotel Alfonso XIII: l'edificio simbolo del 1929
AddressCalle San Fernando 2, 41004 Sevilla, Spain
Geo Coordinates37.38150, -5.99270
Part of WalkSiviglia in fiore: Plaza de España, il Parco di María Luisa e il sogno dell'Esposizione del 1929
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Fermati sul marciapiede e guarda questo edificio: mattoni rossi, archi moreschi, balconi di ferro, azulejos colorati, torrette agli angoli. Non è un monumento antico: è il grande albergo costruito per l'Esposizione del 1929, e ne riassume lo stile meglio di qualunque padiglione.

Lo progettò l'architetto sivigliano José Espiau y Muñoz, e fu inaugurato nel 1928, un anno prima dell'apertura dell'Esposizione, con il nome del re che lo aveva promosso, Alfonso XIII. L'idea era chiara: i grandi ospiti stranieri dovevano trovare a Siviglia un albergo all'altezza di Parigi o di Londra, ma che parlasse andaluso in ogni dettaglio, dai soffitti di legno ai patii con le fontane. Durante l'Esposizione vi passarono ospiti da mezzo mondo, diplomatici, aristocratici, uomini d'affari.

Questo stile ha un nome: regionalismo sivigliano. Mattoni a vista, ceramica di Triana, legno intagliato, ferro battuto, elementi mudéjar e barocchi mescolati senza complessi. Lo hai visto in tutta la passeggiata, da Plaza de España ai padiglioni di Plaza de América: una Siviglia che, all'inizio del Novecento, decise di reinventarsi guardando al proprio passato, e ci riuscì così bene che oggi molti credono quegli edifici molto più antichi.

Il re che dà il nome all'edificio non ebbe un lieto fine. Nel 1931, appena due anni dopo l'Esposizione, la Spagna divenne repubblica e Alfonso XIII partì per l'esilio. Visse gli ultimi anni in Italia e morì a Roma nel 1941. Il suo albergo gli è sopravvissuto, e porta ancora il suo nome.

E qui la passeggiata si chiude, a pochi passi dalla Puerta de Jerez da cui era partita. Hai attraversato una scuola di marinai, il giardino di una principessa, un'isola di anatre, una montagna con il nome di una battaglia, la piazza più teatrale di Spagna e la fabbrica di Carmen. Tutto questo nasce da un'unica grande scommessa, quella del 1929. Siviglia l'ha pagata cara... e da allora non ha mai smesso di goderne l'ombra.

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