Casa de Pilatos: Gerusalemme, Genova e Napoli in un palazzo

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In fondo alla piccola Plaza de Pilatos ti aspetta un portale di marmo bianco a forma di arco trionfale romano, del tutto inatteso tra le case imbiancate del quartiere. Oltre quella soglia c'è uno dei palazzi più belli di Spagna, e anche uno dei più difficili da definire.

Key Facts

PlaceCasa de Pilatos: Gerusalemme, Genova e Napoli in un palazzo
AddressPlaza de Pilatos 1, 41003 Sevilla, Spain
Geo Coordinates37.39020, -5.98720
Part of WalkSiviglia sacra e regale: dalla prima moschea alla Cattedrale, dall'Alcázar ai vicoli di Santa Cruz
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In fondo alla piccola Plaza de Pilatos ti aspetta un portale di marmo bianco a forma di arco trionfale romano, del tutto inatteso tra le case imbiancate del quartiere. Oltre quella soglia c'è uno dei palazzi più belli di Spagna, e anche uno dei più difficili da definire.

Il palazzo fu cominciato nel 1483 da Pedro Enríquez e da sua moglie Catalina de Ribera, la signora del viale che hai attraversato ai giardini di Murillo. Fu il figlio, Fadrique, a renderlo leggendario. Nel 1518 partì per un lungo viaggio attraverso l'Italia fino a Gerusalemme, e al ritorno istituì una Via Crucis che partiva da casa sua e arrivava a una croce fuori dalle mura, la Cruz del Campo. La tradizione vuole che la distanza fosse la stessa che a Gerusalemme separava il palazzo di Ponzio Pilato dal Calvario. Ecco perché tutti la chiamano Casa di Pilato.

Qui il filo italiano diventa marmo. Fadrique ordinò a Genova portali, fontane e i sepolcri dei genitori, scolpiti da maestri lombardi e genovesi. E qualche decennio dopo un altro della famiglia, Per Afán de Ribera, viceré di Napoli, riempì il palazzo di statue antiche portate dall'Italia: imperatori, divinità, una grande Atena, figure che da duemila anni guardano nel vuoto e che oggi stanno in mezzo agli azulejos sivigliani.

Il risultato è un miscuglio che solo Siviglia poteva produrre: archi mudéjar, balaustre gotiche, medaglioni rinascimentali con i busti degli imperatori romani, e patii rivestiti di alcuni degli azulejos più belli di Spagna. Ancora oggi il palazzo appartiene alla casa ducale di Medinaceli, e conserva l'aria di una casa vissuta più che di un museo.

E qui finisce la passeggiata. È cominciata in una moschea dell'829 e si chiude in un palazzo che sognava Gerusalemme e parlava italiano. In mezzo, un ammiraglio genovese, un piloto fiorentino, un re crudele e un pittore senza tomba. Siviglia è così: ogni pietra ha almeno tre padri... e nessuno di loro ha mai buttato via niente.

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