Iglesia del Salvador: la prima grande moschea

Why is it significant?

Fermati in mezzo alla Plaza del Salvador e guarda la facciata rosa e bianca della chiesa, gonfia di colonne e volute come una torta nuziale barocca. Intorno a te, a quasi ogni ora, i sivigliani bevono qualcosa in piedi, appoggiati ai gradini, come se la piazza fosse il salotto di casa.

Key Facts

PlaceIglesia del Salvador: la prima grande moschea
AddressPlaza del Salvador s/n, 41004 Sevilla, Spain
Geo Coordinates37.39010, -5.99270
Part of WalkSiviglia sacra e regale: dalla prima moschea alla Cattedrale, dall'Alcázar ai vicoli di Santa Cruz
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Fermati in mezzo alla Plaza del Salvador e guarda la facciata rosa e bianca della chiesa, gonfia di colonne e volute come una torta nuziale barocca. Intorno a te, a quasi ogni ora, i sivigliani bevono qualcosa in piedi, appoggiati ai gradini, come se la piazza fosse il salotto di casa. Eppure sotto questo salotto si nasconde la prima grande moschea della città.

Nell'anno 829, quando Siviglia si chiamava Isbiliya e obbediva agli emiri di Cordova, qui sorse la moschea di Ibn Adabbas, il cuore religioso della città musulmana per più di tre secoli. Quando gli Almohadi costruirono una moschea molto più grande, quella su cui poi sarebbe sorta la Cattedrale, questa rimase in piedi, più piccola e più antica. E dopo la conquista cristiana del 1248 diventò semplicemente una chiesa, quasi senza cambiare aspetto.

La vecchia moschea resistette fino al Seicento, quando ormai cadeva a pezzi e fu demolita. Al suo posto, tra il 1674 e i primi anni del Settecento, nacque la chiesa che vedi, la seconda più grande di Siviglia dopo la Cattedrale. Ma due frammenti del passato sono sopravvissuti. Il campanile poggia sulla base del minareto originale, e nel cortile laterale restano gli archi del patio delle abluzioni, con colonne e capitelli romani e visigoti riutilizzati dai costruttori musulmani. Una moschea fatta con i pezzi di una città romana, dentro una chiesa barocca... Siviglia in una sola immagine.

Dentro, nella penombra dorata, vive una delle immagini più amate della Settimana Santa: Gesù della Passione, scolpito da Juan Martínez Montañés all'inizio del Seicento. I sivigliani ne parlano con familiarità, quasi fosse un parente, e quando esce in processione il Giovedì Santo la folla nelle strade si fa improvvisamente muta. Qui la religione non è un museo: è una faccenda di quartiere, di famiglie, di promesse fatte a voce bassa.

Tieni a mente questa prima moschea, perché tra pochi minuti incontrerai la sua sorella maggiore. Scendi verso sud per Calle Chicarreros, attraversa la Plaza de San Francisco con il municipio rinascimentale e prosegui lungo l'Avenida de la Constitución, fino alla facciata della Cattedrale.

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