Piazza di San Cosimato: il mercato e il supplì
Why is it significant?
Eccoti in Piazza di San Cosimato. Al mattino ci sono i banchi del mercato rionale, con i fruttaroli che dalla seconda volta ti chiamano per nome; il pomeriggio ci sono i bambini che giocano a pallone dove poche ore prima si vendevano le zucchine.
Key Facts
| Place | Piazza di San Cosimato: il mercato e il supplì |
|---|---|
| Address | Piazza di San Cosimato, 00153 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.88770, 12.46970 |
| Part of Walk | A tavola con i romani: la cucina di Roma da Campo de' Fiori al Ghetto e a Trastevere |
| Generated | Generated |
Eccoti in Piazza di San Cosimato. Al mattino ci sono i banchi del mercato rionale, con i fruttaroli che dalla seconda volta ti chiamano per nome; il pomeriggio ci sono i bambini che giocano a pallone dove poche ore prima si vendevano le zucchine. Sul fondo, l'antico monastero di San Cosimato, oggi parte di un ospedale.
Il mercato rionale è un'istituzione romana. Ogni quartiere ha il suo, e i romani ci vanno per comprare, certo, ma anche per chiacchierare, per sapere chi si è sposato e chi ha litigato con chi. Qui capisci la geografia della cucina romana: le verdure vengono dalla campagna intorno alla città, il pecorino e l'abbacchio, l'agnello da latte, dai pascoli del Lazio. Una cucina di città, ma con i piedi ben piantati in campagna.
E se c'è un cibo di strada che riassume Roma, è il supplì. Una crocchetta allungata di riso cotto nel sugo di pomodoro, con dentro un cuore di mozzarella, impanata e fritta. Quando lo spezzi a metà, la mozzarella filante si allunga tra i due pezzi come il filo di una vecchia cornetta: per questo i romani lo chiamano supplì al telefono. E guai a chiamarlo arancino: l'arancino è siciliano, è un'altra storia, e qui la differenza la sentono tutti.
Il nome, però, è francese. La spiegazione più diffusa lo collega agli anni dell'occupazione napoleonica, all'inizio dell'Ottocento: i francesi avrebbero chiamato surprise, sorpresa, quella crocchetta che nascondeva un cuore inaspettato, e i romani storpiarono la parola in supplì. Nelle prime ricette romane, a dire il vero, dentro c'erano spesso le rigaglie di pollo, cioè le frattaglie, e la mozzarella è arrivata dopo. Ma la sorpresa, quella, è rimasta.
Ecco una cosa che la cucina romana sa fare benissimo: prendere avanzi, riso, ritagli, e trasformarli in qualcosa che si mangia in piedi, con le mani, scottandosi le dita e sorridendo. Ora risali verso nord tra i vicoli, fino alla piazza più bella di Trastevere, quella con la fontana e la basilica dalla facciata d'oro.