San Pietro in Montorio e il Tempietto del Bramante

Why is it significant?

Sei sul piazzale di San Pietro in Montorio: girati e guarda giù, Roma intera si stende ai tuoi piedi, cupole, campanili, tetti color ocra. Il nome Montorio viene da Monte d'oro, per la sabbia gialla di questa collina che al tramonto sembra accendersi.

Key Facts

PlaceSan Pietro in Montorio e il Tempietto del Bramante
AddressPiazza di San Pietro in Montorio 2, 00153 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.88860, 12.46640
Part of WalkIl Gianicolo del Risorgimento: Garibaldi, Mameli e la Repubblica Romana del 1849
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Sei sul piazzale di San Pietro in Montorio: girati e guarda giù, Roma intera si stende ai tuoi piedi, cupole, campanili, tetti color ocra. Il nome Montorio viene da Monte d'oro, per la sabbia gialla di questa collina che al tramonto sembra accendersi.

Nel Medioevo si credeva che San Pietro fosse stato crocifisso proprio qui, a testa in giù. Oggi gli storici pensano piuttosto al circo di Nerone, in Vaticano, ma alla fine del Quattrocento la tradizione era fortissima. I re di Spagna, Ferdinando e Isabella, gli stessi che finanziarono Cristoforo Colombo, pagarono la ricostruzione della chiesa. Ed è per questo che accanto ha sede ancora oggi l'Accademia di Spagna.

Ma il vero tesoro è nel cortile accanto: il Tempietto del Bramante. È piccolissimo, un cilindro circondato da sedici colonne e coperto da una cupola, eppure è uno degli edifici più importanti dell'architettura occidentale. Costruito all'inizio del Cinquecento proprio sul punto della presunta crocifissione, riporta in vita la perfezione dei templi antichi. Poco dopo Bramante avrebbe progettato la nuova Basilica di San Pietro: il Tempietto fu, in un certo senso, la sua prova generale.

Dentro la chiesa riposa una ragazza che Roma non ha mai dimenticato: Beatrice Cenci, decapitata nel 1599 per aver ucciso, con i familiari, il padre violento. Il popolo la considerò subito una martire, e la sua tomba, senza nome, è davanti all'altare. E proprio sull'altare maggiore, per quasi tre secoli, stette la Trasfigurazione, l'ultima opera di Raffaello, finché le truppe di Napoleone non la portarono a Parigi. Oggi è nei Musei Vaticani.

Nel 1849 anche questa collina sacra finì sotto le cannonate francesi, e la chiesa fu colpita. Riprendi Via Garibaldi in salita: passerai accanto a un grande arco di travertino con la scritta Roma o morte, il Mausoleo Ossario Garibaldino del 1941, dove riposano i caduti per Roma dal 1849 al 1870. Pochi passi più su sentirai il rumore dell'acqua, tantissima acqua.

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