Pantheon: le orecchie d'asino di Bernini

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Siediti un attimo sul bordo della fontana di Piazza della Rotonda e guarda il Pantheon: il portico di colonne di granito, il frontone, e dietro la massa grigia della cupola. Adesso, con la fantasia, aggiungi due campanili, uno per lato, sopra il frontone. Brutto, vero?

Key Facts

PlacePantheon: le orecchie d'asino di Bernini
AddressPiazza della Rotonda, 00186 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.89930, 12.47670
Part of WalkBernini contro Borromini: la grande rivalità del Barocco a Roma
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Siediti un attimo sul bordo della fontana di Piazza della Rotonda e guarda il Pantheon: il portico di colonne di granito, il frontone, e dietro la massa grigia della cupola. Adesso, con la fantasia, aggiungi due campanili, uno per lato, sopra il frontone. Brutto, vero? Ecco, i romani la pensavano esattamente così.

Negli anni Venti e Trenta del Seicento papa Urbano VIII Barberini, il grande protettore di Bernini, volle dare al Pantheon, ormai chiesa da un millennio, due campanili. Il progetto è tradizionalmente attribuito a Bernini, anche se gli studiosi ne discutono. Due torrette strette e appuntite che spuntavano ai lati del tempio più perfetto dell'antichità.

La risposta di Roma fu immediata e spietata: le orecchie d'asino. Per più di due secoli il Pantheon se le è tenute, e con loro il soprannome, finché nel 1883 il Regno d'Italia le fece abbattere per restituire all'edificio il suo aspetto antico. Le fotografie dell'Ottocento le mostrano ancora, e fanno davvero un certo effetto.

E non è tutto. Nel 1625 lo stesso Urbano VIII fece togliere il bronzo antico che rivestiva le travi del portico. La tradizione dice che finì nel baldacchino di Bernini in San Pietro; in realtà gran parte servì per fondere cannoni per Castel Sant'Angelo. Comunque sia, Pasquino commentò con una frase rimasta immortale: quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini. Quello che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini.

C'è un'ironia in tutto questo. Bernini era l'artista che sapeva dare a ogni papa ciò che desiderava, e a volte ha pagato quella disponibilità. Borromini, invece, ammirava l'antico in silenzio, studiava le rovine, ne smontava la geometria. E dentro, tra l'altro, riposa Raffaello, morto nel 1520, che aveva chiesto di essere sepolto proprio qui. Ora gira attorno al Pantheon sul lato sinistro e raggiungi la piazzetta alle sue spalle: ti aspetta un piccolo elefante con un obelisco sulla schiena.

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