Piazza Navona: la fontana contro la facciata
Why is it significant?
Mettiti davanti alla Fontana dei Quattro Fiumi, con l'obelisco che svetta sopra una montagna di travertino traforata, e alle spalle della fontana guarda la facciata concava di Sant'Agnese in Agone.
Key Facts
| Place | Piazza Navona: la fontana contro la facciata |
|---|---|
| Address | Piazza Navona, 00186 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.89900, 12.47310 |
| Part of Walk | Bernini contro Borromini: la grande rivalità del Barocco a Roma |
| Generated | Generated |
Mettiti davanti alla Fontana dei Quattro Fiumi, con l'obelisco che svetta sopra una montagna di travertino traforata, e alle spalle della fontana guarda la facciata concava di Sant'Agnese in Agone. In un solo colpo d'occhio hai davanti i due protagonisti di questa passeggiata: la fontana è di Gian Lorenzo Bernini, la facciata di Francesco Borromini.
Erano quasi coetanei. Bernini, nato a Napoli nel 1598, era brillante, mondano, il favorito dei papi. Borromini, nato nel 1599 sul lago di Lugano, era arrivato a Roma come scalpellino: cupo, geniale, ossessionato dalla perfezione. Avevano lavorato insieme, all'inizio. Poi si sono detestati per tutta la vita.
Questa piazza era il salotto di papa Innocenzo X Pamphilj, il cui palazzo di famiglia è proprio qui. Bernini era caduto in disgrazia, perché uno dei campanili che aveva costruito sulla facciata di San Pietro si era crepato ed era stato demolito nel 1646. Ma per la fontana fece preparare un modellino e, si racconta, fece in modo che il papa se lo trovasse davanti. Innocenzo lo vide e cedette. Tra il 1648 e il 1651 nacquero i quattro giganti: il Danubio, il Nilo, il Gange e il Rio della Plata, quattro fiumi per quattro continenti.
E qui nasce la leggenda più famosa di Roma: il Rio della Plata alza il braccio per paura che la facciata di Borromini gli crolli addosso, e il Nilo si copre il volto per non vederla. La statua di Sant'Agnese, dall'altra parte, si porterebbe la mano al petto come per dire: tranquilli, sto in piedi. Peccato che sia impossibile. La fontana era finita nel 1651, e Borromini cominciò a lavorare alla facciata solo nel 1653. Il Nilo è velato perché allora nessuno sapeva dove fossero le sue sorgenti.
Ma le leggende sopravvivono quando dicono una verità più grande dei fatti, e qui la verità è la rivalità. Borromini, del resto, fu allontanato dal cantiere di Sant'Agnese pochi anni dopo, tra liti con i committenti. Ora attraversa la piazza verso est, prendi uno dei vicoli che sbucano su Corso del Rinascimento e cerca un cortile con una cupola bianca a spirale.