Palazzo Barberini: le due scale
Why is it significant?
Supera il cancello e fermati nel piazzale davanti al palazzo: un grande corpo centrale con le arcate aperte come un teatro e due ali che ti vengono incontro. Qui, tra il 1625 e il 1633, Bernini e Borromini hanno lavorato fianco a fianco. È il punto in cui la loro storia comincia, e si rompe.
Key Facts
| Place | Palazzo Barberini: le due scale |
|---|---|
| Address | Via delle Quattro Fontane 13, 00184 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.90310, 12.49020 |
| Part of Walk | Bernini contro Borromini: la grande rivalità del Barocco a Roma |
| Generated | Generated |
Supera il cancello e fermati nel piazzale davanti al palazzo: un grande corpo centrale con le arcate aperte come un teatro e due ali che ti vengono incontro. Qui, tra il 1625 e il 1633, Bernini e Borromini hanno lavorato fianco a fianco. È il punto in cui la loro storia comincia, e si rompe.
Borromini aveva cominciato a Roma come scalpellino nel cantiere di San Pietro, intagliando decorazioni di marmo. Il progetto del palazzo era di Carlo Maderno, il grande architetto della facciata di San Pietro, che si portava dietro un aiutante giovane e bravissimo, un suo parente lontano del Canton Ticino: Francesco Borromini. Quando Maderno morì, nel 1629, papa Urbano VIII affidò il cantiere al suo pupillo, Bernini. E Borromini si ritrovò a fare il secondo.
Guarda ai due lati dell'atrio, e vedrai le loro firme. A sinistra c'è lo scalone di Bernini: quadrato, maestoso, con le rampe larghe fatte per i cortei dei cardinali. A destra c'è la scala di Borromini: ovale, elicoidale, con colonne binate che salgono girando su sé stesse. Una scala che sembra una conchiglia, e che salendo ti fa girare la testa.
La tradizione racconta che qui Borromini maturò il suo rancore. Bernini prendeva i compensi e la gloria, lui faceva i disegni e risolveva i problemi. Lo stesso era successo con il baldacchino di San Pietro. Da quel momento i due non lavoreranno mai più insieme, e Roma diventerà il campo della loro partita a distanza.
Oggi il palazzo ospita la Galleria Nazionale d'Arte Antica: la Fornarina di Raffaello, Giuditta che decapita Oloferne di Caravaggio, e nel salone il soffitto di Pietro da Cortona, con la Divina Provvidenza che trionfa sopra le api giganti dei Barberini. Ora torna su Via delle Quattro Fontane e sali verso l'incrocio con i quattro angoli scolpiti. Lì c'è la chiesa più piccola, e forse più geniale, di Roma.