Quercia del Tasso e Sant'Onofrio al Gianicolo

Why is it significant?

Guarda quel tronco scuro, spezzato, sorretto e recintato come una reliquia: sembra un albero morto, e in effetti lo è. Ma è uno degli alberi più famosi di Roma, la Quercia del Tasso.

Key Facts

PlaceQuercia del Tasso e Sant'Onofrio al Gianicolo
AddressPiazza di Sant'Onofrio 2, 00165 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.89630, 12.46110
Part of WalkIl Gianicolo del Risorgimento: Garibaldi, Mameli e la Repubblica Romana del 1849
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Guarda quel tronco scuro, spezzato, sorretto e recintato come una reliquia: sembra un albero morto, e in effetti lo è. Ma è uno degli alberi più famosi di Roma, la Quercia del Tasso.

Torquato Tasso, il poeta della Gerusalemme liberata, arrivò a Roma alla fine del 1594, malato e stanco dopo una vita di inquietudini, anni di reclusione e fughe da una corte all'altra. Papa Clemente VIII voleva incoronarlo d'alloro in Campidoglio, come era successo a Petrarca due secoli e mezzo prima. Ma la salute peggiorava, e Tasso si ritirò nel convento di Sant'Onofrio, qui accanto. La tradizione racconta che veniva a sedersi all'ombra di questa quercia, a guardare Roma dall'alto.

Morì il 25 aprile 1595, senza mai ricevere quella corona. L'alloro arrivò troppo tardi. La quercia invece rimase in piedi per secoli, finché nell'Ottocento un fulmine non la spezzò. E su questa stessa altura, racconta un'altra tradizione, San Filippo Neri portava i ragazzi di strada a giocare, cantare e pregare all'aria aperta.

Scendi pochi passi e sei davanti al portico di Sant'Onofrio al Gianicolo, una chiesa del Quattrocento con un piccolo chiostro e affreschi delicati. Dentro c'è la tomba di Tasso. Nel febbraio del 1823 un giovane Giacomo Leopardi, deluso da quasi tutto quello che aveva visto a Roma, salì fin qui e poi scrisse al fratello di aver pianto davanti al sepolcro del Tasso: fu, confessò, il primo e unico piacere che avesse provato in città.

Qui si chiude la passeggiata. Hai cominciato tra gli amori di Raffaello e i banchetti di un banchiere, hai attraversato le cannonate del 1849, gli eroi di marmo, Anita, il dono degli emigranti, e finisci davanti a un poeta morto aspettando una corona. Il Gianicolo è così: una collina dove Roma ricorda chi l'ha amata, a volte troppo tardi. Scendi la scalinata verso il Lungotevere: San Pietro è a pochi minuti a piedi.

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