Passaggio Lucerna e il cavallo di David Černý
Why is it significant?
Avanza nella galleria finché si apre uno spazio alto, sotto una cupola di vetro, e alza gli occhi: appeso al soffitto, a testa in giù, c'è un cavallo morto. Le zampe penzolano, la lingua pende di lato, e in sella, tranquillo come se nulla fosse, siede San Venceslao, a cavalcioni della pancia.
Key Facts
| Place | Passaggio Lucerna e il cavallo di David Černý |
|---|---|
| Address | Vodičkova 36, 110 00 Praha 1, Czechia |
| Geo Coordinates | 50.08110, 14.42520 |
| Part of Walk | Praga, Piazza Venceslao e la Città Nuova: la passeggiata delle rivoluzioni |
| Generated | Generated |
Avanza nella galleria finché si apre uno spazio alto, sotto una cupola di vetro, e alza gli occhi: appeso al soffitto, a testa in giù, c'è un cavallo morto. Le zampe penzolano, la lingua pende di lato, e in sella, tranquillo come se nulla fosse, siede San Venceslao, a cavalcioni della pancia.
È Kůň, il Cavallo, di David Černý, l'artista più irriverente di Praga, ed è del 1999. È la parodia esatta della statua che hai appena lasciato in piazza: stessa posa, stesso eroe, solo che il cavallo si è capovolto e non sembra stare benissimo. Ognuno ci legge ciò che vuole, una nazione appesa ai suoi miti, un potere che cavalca un paese sfinito... Černý, da parte sua, si è sempre divertito a non spiegarlo.
Ma il palazzo è una storia a sé. Lo costruì, tra il 1907 e il 1921, un imprenditore di nome Vácslav Havel, nonno di Václav Havel, il drammaturgo dissidente che sarebbe diventato presidente. Fu uno dei primi edifici di Praga in cemento armato, una città nella città, con negozi, uffici, un cinema, una sala da ballo, caffè e cabaret. Il cinema Lucerna è tra i più antichi d'Europa ancora in funzione, e la sua sala è una scatola di velluti e luci d'altri tempi.
Nella grande sala sotterranea si è ballato per un secolo, e nel 1965, in piena Cecoslovacchia comunista, su quel palco salì nientemeno che Louis Armstrong. Per i ragazzi di Praga, che il jazz lo ascoltavano di nascosto alla radio, fu come se l'America avesse scavalcato per una sera la cortina di ferro.
Nel 1948 i comunisti nazionalizzarono il palazzo, e la famiglia Havel lo perse; tornò agli eredi solo dopo il 1989, dopo che il nipote aveva guidato la rivoluzione. La storia, a Praga, ha un senso dell'umorismo tutto suo. Ora esci dalla galleria sul lato di Vodičkova, gira a destra e cammina fino in fondo alla strada: dietro le case di Jungmannovo náměstí si nasconde un giardino dove la città, di colpo, smette di fare rumore.