Giardino Reale e Sala del gioco della palla

Why is it significant?

Cammina piano lungo il viale: da un lato il terreno precipita nel Fosso dei Cervi, una gola boscosa che separa il giardino dal Castello; dall'altro si stendono prati, aiuole e alberi secolari.

Key Facts

PlaceGiardino Reale e Sala del gioco della palla
AddressKrálovská zahrada, Mariánské hradby, 119 00 Praha 1-Hradčany, Czechia
Geo Coordinates50.09240, 14.40120
Part of WalkPraga dei re: il Castello, il Giardino Reale e Malá Strana
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Cammina piano lungo il viale: da un lato il terreno precipita nel Fosso dei Cervi, una gola boscosa che separa il giardino dal Castello; dall'altro si stendono prati, aiuole e alberi secolari. Davanti a te si allunga un edificio elegante, scandito da arcate e completamente coperto da un fitto disegno bianco e nero.

Il Giardino Reale nacque nel 1534 per volere di Ferdinando I, e fu subito un giardino all'italiana, geometrico, pieno di piante rare. Si racconta che qui siano fioriti alcuni dei primi tulipani d'Europa, arrivati dall'Impero ottomano grazie ai diplomatici asburgici, prima ancora che l'Olanda se ne innamorasse. Sotto Rodolfo II il giardino si riempì di serre, di fichi e di aranci... e di animali.

Rodolfo II, l'imperatore malinconico che preferiva alchimisti, pittori e astronomi alla politica, teneva qui vicino un serraglio con leoni, orsi e leopardi. La leggenda dice che il suo destino fosse legato a quello del suo leone preferito: un oroscopo avrebbe predetto che sarebbero morti insieme. E la leggenda aggiunge che, quando il leone morì, all'inizio del 1612, l'imperatore lo seguì pochi giorni dopo. Rodolfo morì davvero il 20 gennaio di quell'anno. Il resto lo lasciamo ai poeti.

L'edificio davanti a te è la Míčovna, la Sala del gioco della palla, costruita tra il 1567 e il 1569 da Bonifaz Wohlmut: qui la nobiltà giocava a un antenato del tennis. La facciata è coperta di sgraffiti, figure allegoriche delle virtù, degli elementi e delle arti liberali. Guarda con attenzione le figure femminili, una per una: una di loro tiene in mano qualcosa che nel Cinquecento non poteva esistere.

Una falce e martello! Nel maggio 1945, negli ultimi giorni di guerra, l'edificio bruciò, e durante il restauro dei primi anni Cinquanta qualcuno, per zelo o per ironia, infilò il simbolo del nuovo regime tra le allegorie rinascimentali. È ancora lì, e i praghesi lo indicano con un sorriso. Ora prosegui verso ovest fino al Ponte delle Polveri, attraversa il fossato ed entra nel Castello: taglia il secondo cortile, passa sotto il grande portale barocco e fermati nel primo cortile.

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