Antico Palazzo Reale: la Sala di Vladislao e la defenestrazione
Why is it significant?
Entra nella Sala di Vladislao e lascia che gli occhi salgano: il soffitto è una rete di nervature di pietra che si intrecciano, si curvano, si avvitano come tralci di vite, o come fuochi d'artificio pietrificati.
Key Facts
| Place | Antico Palazzo Reale: la Sala di Vladislao e la defenestrazione |
|---|---|
| Address | Starý královský palác, III. nádvoří, 119 08 Praha 1-Hradčany, Czechia |
| Geo Coordinates | 50.09030, 14.40180 |
| Part of Walk | Praga dei re: il Castello, il Giardino Reale e Malá Strana |
| Generated | Generated |
Entra nella Sala di Vladislao e lascia che gli occhi salgano: il soffitto è una rete di nervature di pietra che si intrecciano, si curvano, si avvitano come tralci di vite, o come fuochi d'artificio pietrificati. Sotto, un pavimento di legno lungo una sessantina di metri, e nessuna colonna a reggere tutto quel peso.
La sala fu costruita tra il 1493 e il 1502 da Benedikt Ried per il re Vladislao II Jagellone, lo stesso della Torre delle Polveri, che dalla Città Vecchia si era rifugiato quassù. Era una delle più grandi sale a volta d'Europa, e serviva a tutto: banchetti, incoronazioni, mercati, perfino giostre. I cavalieri ci entravano a cavallo, salendo per la Scala dei Cavalieri, con gradini bassi e larghi pensati apposta per gli zoccoli.
Ma la stanza più famosa del palazzo è piccola, nell'ala di Ludovico, dove aveva sede la cancelleria boema. Il 23 maggio 1618 un gruppo di nobili protestanti, furiosi per le violazioni della libertà religiosa, salì fin qui, affrontò i luogotenenti cattolici dell'imperatore, Jaroslav Martinic e Vilém Slavata, e li buttò dalla finestra insieme al loro segretario, Philipp Fabricius. Un volo di una quindicina di metri.
Sopravvissero tutti e tre. I cattolici dissero che li aveva salvati la Vergine Maria, aprendo il suo manto; i protestanti, che erano atterrati su un mucchio di letame. Il segretario Fabricius corse a Vienna a raccontare tutto all'imperatore, che più tardi lo nobilitò con un titolo che è una perla di ironia: von Hohenfall, cioè di Altacaduta. Fu la scintilla della Guerra dei Trent'anni, che avrebbe devastato l'Europa centrale per una generazione.
Torna nella grande sala, perché la sua storia non è finita con i re. Qui, dal 1934, si sono svolte le elezioni dei presidenti, e qui, il 29 dicembre 1989, l'Assemblea federale elesse presidente un drammaturgo che pochi mesi prima era ancora in prigione: Václav Havel. Ora esci sulla piazzetta di San Giorgio, a pochi passi: cerca una facciata barocca rosso mattone con due torri bianche alle spalle.