Cappella di Betlemme: dove predicava Jan Hus

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Davanti a te c'è un edificio insolito per Praga: niente torri, niente cupole, solo un grande muro bianco con due timpani appuntiti, uno accanto all'altro, come due tende piantate in mezzo ai vicoli. È la Betlémská kaple, la Cappella di Betlemme.

Key Facts

PlaceCappella di Betlemme: dove predicava Jan Hus
AddressBetlémské nám. 255/4, 110 00 Praha 1-Staré Město, Czechia
Geo Coordinates50.08430, 14.41750
Part of WalkPraga, Città Vecchia e Ghetto: eretici, orologi, Mozart e il Golem
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Davanti a te c'è un edificio insolito per Praga: niente torri, niente cupole, solo un grande muro bianco con due timpani appuntiti, uno accanto all'altro, come due tende piantate in mezzo ai vicoli. È la Betlémská kaple, la Cappella di Betlemme. E non è una chiesa come le altre: è stata costruita per la parola.

Fu fondata nel 1391 da due cittadini praghesi con uno scopo preciso: predicare in ceco, la lingua del popolo, e non in latino. Poteva accogliere circa tremila persone, quasi tutte in piedi. Dal 1402 il predicatore era Jan Hus. Immaginalo sul pulpito mentre attacca la vendita delle indulgenze, la ricchezza del clero, la corruzione dei potenti, e ad ascoltarlo ci sono artigiani, studenti, mercanti... e perfino la regina Sofia, moglie del re Venceslao IV.

La Chiesa lo scomunicò, e nel 1414 Hus partì per il Concilio di Costanza con un salvacondotto dell'imperatore Sigismondo. Non servì a nulla. Fu arrestato, processato per eresia e il 6 luglio 1415 bruciato sul rogo. In Boemia la notizia accese un fuoco di altro genere: le guerre hussite, quindici anni in cui un esercito di contadini e artigiani respinse una crociata dopo l'altra. Un secolo prima di Lutero, qui la Riforma era già cominciata.

E adesso il colpo di scena: quello che vedi non è del tutto originale. Alla fine del Settecento la cappella fu in gran parte demolita, e sul suo posto sorsero case d'abitazione. A ricostruirla, tra il 1950 e il 1954, fu il regime comunista, che vedeva in Hus un rivoluzionario sociale ante litteram. L'architetto Jaroslav Fragner riutilizzò le mura superstiti e si basò su disegni antichi, e sulle pareti interne sono stati riportati brani dei suoi scritti.

Un'ultima curiosità: a Hus si attribuisce anche un trattato sull'ortografia ceca, quello che avrebbe introdotto i segni sopra le lettere, come in č o ř. Ogni volta che vedi un háček su un cartello di Praga, insomma, potresti guardare un pezzetto della sua eredità. Ora risali verso nord per la via Liliová fino alla Karlova, la strada più affollata della città: cerca un enorme complesso barocco e, schiacciata tra i palazzi, una piccola cappella dall'aria familiare.

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