Belvedere della regina Anna e Fontana cantante
Why is it significant?
Sei davanti a un'apparizione: un piccolo palazzo leggero, circondato da un porticato di colonne sottili, con un tetto di rame verde a forma di chiglia di nave rovesciata. Davanti, una fontana di bronzo gocciola piano. Non sembra Boemia, vero? Sembra Toscana, o Lombardia. E non è un caso.
Key Facts
| Place | Belvedere della regina Anna e Fontana cantante |
|---|---|
| Address | Mariánské hradby 52/1, 119 00 Praha 1-Hradčany, Czechia |
| Geo Coordinates | 50.09380, 14.40530 |
| Part of Walk | Praga dei re: il Castello, il Giardino Reale e Malá Strana |
| Generated | Generated |
Sei davanti a un'apparizione: un piccolo palazzo leggero, circondato da un porticato di colonne sottili, con un tetto di rame verde a forma di chiglia di nave rovesciata. Davanti, una fontana di bronzo gocciola piano. Non sembra Boemia, vero? Sembra Toscana, o Lombardia. E non è un caso.
Questo è il Belvedere, il Letohrádek královny Anny, il Palazzo d'estate della regina Anna. Lo volle nel 1538 Ferdinando I d'Asburgo, re di Boemia, come dono per la moglie, Anna Jagellone. Per costruirlo chiamò un maestro italiano, Paolo della Stella, venuto da Melide, sul lago di Lugano, con una squadra di scalpellini. Ne uscì uno degli edifici rinascimentali italiani più puri a nord delle Alpi: un pezzo di Italia trapiantato in cima a Praga.
Avvicinati al porticato: sotto le arcate corrono decine di rilievi in pietra, con miti greci, battaglie, scene di caccia, animali e figure allegoriche. Era il gusto delle corti di Mantova, di Ferrara, di Roma, portato tra le foreste della Boemia. E l'idea stessa di un palazzo nato solo per il piacere, per la musica e per la vista sul giardino, a Praga era una novità assoluta.
Peccato che Anna non lo vide mai finito. Morì nel 1547, dopo aver dato al marito quindici figli, e i lavori andarono avanti ancora per anni. Anche Paolo della Stella morì prima della fine, nel 1552, e il piano superiore con quel tetto così originale fu completato dall'architetto di corte Bonifaz Wohlmut, intorno al 1563. Un palazzo d'amore costruito per una regina che non poté mai abitarlo.
E la fontana? È la Fontana cantante. Il disegno è di un altro italiano, Francesco Terzio, e fu fusa in bronzo negli anni Sessanta del Cinquecento dal fonditore Tomáš Jaroš. Avvicinati alla vasca più bassa e ascolta: le gocce che cadono sul bronzo producono un suono metallico, come un canto sommesso. Ora incamminati verso ovest lungo i viali del Giardino Reale, fino a un lungo edificio coperto di graffiti bianchi e neri.