Place Joffre: il maresciallo della Marna

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Sei arrivato in fondo al Campo di Marte, in place Joffre. Davanti a te la facciata dell'École Militaire, e in mezzo alla piazza, su un alto piedistallo di pietra, un uomo a cavallo, tarchiato, con il chepì e due grandi baffi.

Key Facts

PlacePlace Joffre: il maresciallo della Marna
AddressPlace Joffre, 75007 Paris, France
Geo Coordinates48.85320, 2.30220
Part of WalkParigi monumentale: dalla Torre Eiffel alla tomba di Napoleone
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Sei arrivato in fondo al Campo di Marte, in place Joffre. Davanti a te la facciata dell'École Militaire, e in mezzo alla piazza, su un alto piedistallo di pietra, un uomo a cavallo, tarchiato, con il chepì e due grandi baffi. Prima di guardarlo, però, voltati: in fondo al lungo prato, perfettamente in asse, c'è la Torre Eiffel. È una delle prospettive più belle, e meno affollate, di Parigi.

Il cavaliere è Joseph Joffre, nato nel 1852 a Rivesaltes, ai piedi dei Pirenei, figlio di un bottaio. Nell'estate del 1914 è il comandante in capo dell'esercito francese, e le cose vanno malissimo: i tedeschi invadono il Belgio, travolgono le difese di frontiera e all'inizio di settembre sono a poche decine di chilometri da Parigi. Il governo lascia la capitale e si rifugia a Bordeaux.

Joffre non perde la testa. Fa ripiegare le truppe, le riorganizza, sposta divisioni intere, e il 6 settembre ordina il contrattacco sulla Marna. Il governatore militare di Parigi, il generale Gallieni, requisisce perfino i taxi della città per portare rinforzi al fronte: sono i famosi taxi della Marna. In pochi giorni i tedeschi devono ritirarsi. Parigi è salva, e per i francesi quel generale massiccio diventa papà Joffre.

Della sua calma si raccontano meraviglie: si dice che nemmeno nei giorni più drammatici rinunciasse al pranzo e alle sue ore di sonno. E quando, anni dopo, gli chiesero chi avesse davvero vinto la Marna, gli si attribuisce una risposta perfetta: non so chi l'abbia vinta, ma so benissimo chi l'avrebbe persa. Nel 1916 fu nominato maresciallo di Francia, e morì nel 1931.

Questa piazza ha anche una storia più recente. Fino al 2020 qui sorgeva il Muro per la Pace, un padiglione di vetro con la parola pace scritta in decine di lingue, smontato per far posto al Grand Palais Éphémère, la grande sala provvisoria che nel 2024 ospitò il judo e la lotta dei Giochi olimpici. Del muro non è rimasto nulla, ma il paradosso della piazza resta: un generale a cavallo, una scuola di guerra, e alle sue spalle un prato pieno di picnic. Ora girati verso la facciata con la cupola e l'orologio: lì dentro, un ragazzo corso di quindici anni stava per diventare ufficiale.

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