Cimitero di Montmartre: Arrigo Beyle, milanese
Why is it significant?
Varca il cancello in fondo ad avenue Rachel e il rumore del boulevard si spegne di colpo: tombe coperte di muschio, gatti che dormono sulle lapidi, e sopra la tua testa un ponte di ferro, quello di rue Caulaincourt, che passa sospeso sopra i morti.
Key Facts
| Place | Cimitero di Montmartre: Arrigo Beyle, milanese |
|---|---|
| Address | 20 Avenue Rachel, 75018 Paris, France |
| Geo Coordinates | 48.88600, 2.33070 |
| Part of Walk | Montmartre degli artisti: mulini, cabaret e pittori squattrinati nella Parigi bohémien |
| Generated | Generated |
Varca il cancello in fondo ad avenue Rachel e il rumore del boulevard si spegne di colpo: tombe coperte di muschio, gatti che dormono sulle lapidi, e sopra la tua testa un ponte di ferro, quello di rue Caulaincourt, che passa sospeso sopra i morti.
Questo cimitero è nato nel 1825 dentro una vecchia cava di gesso. Per secoli la collina di Montmartre è stata scavata come un formaggio, e il suo gesso era così famoso che in mezzo mondo si dice ancora gesso di Parigi. Quando le cave furono abbandonate, la città ci sistemò i suoi morti. Ed è per questo che il cimitero sta in una conca, più in basso delle strade intorno.
E adesso una sorpresa per te, che arrivi dall'Italia. In questi viali c'è la tomba di un grande scrittore francese, Henri Beyle, che tutti conosciamo come Stendhal. Sulla sua lapide non c'è scritto in francese, ma in italiano: Arrigo Beyle, Milanese. Scrisse, amò, visse. Stendhal aveva vissuto a Milano gli anni più felici della sua vita, e volle restare milanese per sempre. Nel testamento aveva chiesto un ordine diverso, visse, scrisse, amò, e aggiungeva che la sua anima adorava Cimarosa, Mozart e Shakespeare.
Qui riposano anche Edgar Degas, il ballerino Vaslav Nijinsky, il poeta Heinrich Heine, i compositori Hector Berlioz e Jacques Offenbach, il regista François Truffaut. E c'è una tomba che non resta mai senza fiori: una statua di donna a grandezza naturale, in un abito leggero, sotto un arco di marmo. È Dalida. Tra poco, in cima alla collina, la incontrerai di nuovo, in bronzo.
Una curiosità: anche Émile Zola fu sepolto qui nel 1902, ma sei anni dopo la Repubblica lo trasferì al Panthéon, tra i grandi di Francia. Il suo monumento qui è rimasto, come una casa da cui il padrone è stato chiamato altrove. Ora torna verso place Blanche e imbocca rue Lepic, la strada più tortuosa di Montmartre, che sale a curve: ti aspetta un pittore olandese senza un soldo.