Museo del Prado: l'Italia dentro il Prado
Why is it significant?
Eccolo, Diego Velázquez, seduto in bronzo sul suo piedistallo davanti alla facciata del Museo del Prado, con pennello e tavolozza, come se aspettasse che tu ti metta in posa.
Key Facts
| Place | Museo del Prado: l'Italia dentro il Prado |
|---|---|
| Address | Paseo del Prado s/n, 28014 Madrid, Spain |
| Geo Coordinates | 40.41370, -3.69270 |
| Part of Walk | Madrid e il Paseo dell'Arte: dal Guernica al Prado fino al Retiro |
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Eccolo, Diego Velázquez, seduto in bronzo sul suo piedistallo davanti alla facciata del Museo del Prado, con pennello e tavolozza, come se aspettasse che tu ti metta in posa. Dietro di lui si allunga l'edificio neoclassico di Juan de Villanueva, pensato nel 1785 come museo di scienze naturali e diventato invece, nel 1819, una delle più grandi pinacoteche del mondo.
Per un italiano, entrare al Prado è una sorpresa continua, perché qui dentro c'è un pezzo enorme d'Italia. Il motivo è semplice: per circa due secoli i re di Spagna regnarono anche su Napoli, sulla Sicilia e su Milano, e collezionavano pittura italiana con una passione quasi ossessiva. Il preferito di tutti era Tiziano. Carlo V lo volle come ritrattista, e il suo ritratto a cavallo dopo la battaglia di Mühlberg, del 1548, è qui: l'imperatore in armatura, solo, con la lancia in pugno, sotto un cielo che sembra già un tramonto.
Si racconta che un giorno, nella bottega, a Tiziano cadde il pennello e che l'imperatore in persona si chinò a raccoglierlo. Una leggenda, probabilmente... ma dice bene che cosa fosse diventato un pittore di Pieve di Cadore per l'uomo più potente d'Europa. Poi venne il figlio, Filippo II, che si fece ritrarre da Tiziano in armatura e gli ordinò grandi tele mitologiche, sensualissime, che il pittore chiamava poesie.
E poi Raffaello, con il suo Cardinale dallo sguardo di ghiaccio, e lo Spasimo di Sicilia, una grande tavola dipinta per una chiesa di Palermo e acquistata più di un secolo dopo da Filippo IV. E Tintoretto, con la sua Lavanda dei piedi, una prospettiva che sembra risucchiarti dentro la scena. Velázquez andò in Italia due volte, nel 1629 e nel 1649, e la seconda volta il re gli affidò proprio questo: comprare quadri e calchi di statue antiche. A Roma, intanto, dipinse il ritratto di papa Innocenzo X, oggi a Palazzo Doria Pamphilj.
Dentro il Prado, insomma, Velázquez impara da Tiziano, e un secolo e mezzo dopo Goya impara da Velázquez: una staffetta che parte da Venezia e arriva fino a Madrid. Ora gira intorno all'edificio e sali la scalinata alle sue spalle: in cima c'è la chiesa dove si sposavano i re, con un chiostro che ha fatto un viaggio molto strano.