Monasterio de la Encarnación: il sangue di San Pantaleone

Why is it significant?

In fondo a questa piazzetta silenziosa, oltre un piccolo giardino, vedi una facciata elegante di granito e mattoni, sobria e simmetrica, con lo stemma reale al centro.

Key Facts

PlaceMonasterio de la Encarnación: il sangue di San Pantaleone
AddressPlaza de la Encarnación 1, 28013 Madrid, Spain
Geo Coordinates40.42000, -3.71160
Part of WalkMadrid degli Austrias e il Palazzo Reale: re, regine e mani italiane
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In fondo a questa piazzetta silenziosa, oltre un piccolo giardino, vedi una facciata elegante di granito e mattoni, sobria e simmetrica, con lo stemma reale al centro. È il Real Monasterio de la Encarnación, e la sua architettura è così pulita che diventò un modello per molte chiese di conventi madrileni.

Lo fondò nel 1611 la regina Margherita d'Austria, moglie di Filippo III, per le monache agostiniane recollette. Margherita morì quello stesso anno, a soli ventisei anni, e non vide mai finita la sua chiesa. Era una fondazione reale in tutto e per tutto: un passaggio coperto collegava il monastero all'Alcázar, così la famiglia reale poteva venire a messa senza mettere piede in strada. Il passaggio non esiste più, ma ti basta guardare verso il palazzo per capire quanto fossero vicini.

Il monastero custodisce un reliquiario con centinaia di reliquie, e un'ampolla molto speciale: si dice contenga il sangue di San Pantaleone, medico e martire. Ogni anno, intorno al 27 luglio, il giorno della sua festa, il sangue secco tornerebbe liquido. E secondo una diceria madrilena, se un giorno non si sciogliesse, sarebbe il presagio di una disgrazia.

Ed ecco la sorpresa per un italiano: lo stesso prodigio si racconta a Ravello, sulla Costiera Amalfitana, dove il duomo custodisce un'altra ampolla del sangue di San Pantaleone, patrono della cittadina, che si scioglierebbe proprio negli stessi giorni. Un filo invisibile tra un convento di clausura a Madrid e un paese sospeso sul mare di Amalfi... e del resto, nel Sud Italia, di sangue che si scioglie se ne intendono.

La chiesa fu rinnovata nel Settecento da Ventura Rodríguez, con marmi e dipinti preziosi, e una comunità di monache vive ancora oggi dietro queste mura. Ora dirigiti verso ovest, fino a Calle de Bailén, e girati verso nord: ti aspettano giardini geometrici che portano il nome di un architetto di Palermo che a Madrid ha lasciato il segno ovunque.

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