Jardines de Sabatini: le scuderie scomparse

Why is it significant?

Affacciati alla balaustra e guarda giù: siepi di bosso tagliate con geometria perfetta, una grande vasca rettangolare, file di cipressi e statue di re. Sullo sfondo, la facciata nord del Palazzo Reale, chiarissima.

Key Facts

PlaceJardines de Sabatini: le scuderie scomparse
AddressCalle de Bailén 2, 28013 Madrid, Spain
Geo Coordinates40.42130, -3.71430
Part of WalkMadrid degli Austrias e il Palazzo Reale: re, regine e mani italiane
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Affacciati alla balaustra e guarda giù: siepi di bosso tagliate con geometria perfetta, una grande vasca rettangolare, file di cipressi e statue di re. Sullo sfondo, la facciata nord del Palazzo Reale, chiarissima. Al tramonto, quando il sole scende verso la Casa de Campo, questo è uno dei punti più belli di tutta Madrid.

Fino agli anni Trenta del Novecento qui non c'era nessun giardino, ma un grande edificio: le Scuderie Reali, con stalle per i cavalli e rimesse per le carrozze di corte. Le aveva progettate, alla fine del Settecento, Francesco Sabatini. All'inizio degli anni Trenta, durante la Seconda Repubblica, furono demolite, e al loro posto si cominciò a disegnare un giardino neoclassico.

I lavori andarono avanti a lungo, e il giardino fu aperto al pubblico solo nel 1978 dal re Juan Carlos I, pochi anni dopo il ritorno della monarchia e della democrazia. E porta il nome di chi aveva costruito l'edificio scomparso: così Sabatini, che qui aveva sistemato cavalli e carrozze, si è ritrovato ricordato con siepi, fontane e panchine.

Chiudiamo il cerchio con lui, allora. Francesco Sabatini, nato a Palermo nel 1722, allievo e genero di Luigi Vanvitelli, arrivò a Madrid con Carlo III e divenne l'architetto di fiducia del re. Completò il Palazzo Reale, con il grande scalone d'onore; sono sue la Puerta de Alcalá e la Puerta de San Vicente, giù verso il fiume. Morì a Madrid nel 1797, generale del genio militare, dopo quasi quarant'anni di Spagna.

Pensa a quanta Italia hai incontrato in questa passeggiata: i cavalli fiorentini di Giambologna e di Tacca, i calcoli di Galileo, il palazzo di Juvara e Sacchetti, il cielo di Tiepolo, una regina di Parma, Donizetti e Verdi, il sangue di Ravello, e ora Sabatini. Madrid, la capitale degli Asburgo e dei Borbone, è stata costruita anche da mani italiane. Siediti su una panchina, aspetta che il sole tocchi la pietra del palazzo... la passeggiata finisce qui.

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