Instituto Cervantes e la Caja de las Letras: la cassaforte degli scrittori
Why is it significant?
Sei all'angolo tra Calle de Alcalá e Calle del Barquillo, davanti a un palazzo bianco che sembra una cassaforte travestita da tempio: grandi cariatidi di pietra reggono la facciata come se portassero sulle spalle tutto l'edificio.
Key Facts
| Place | Instituto Cervantes e la Caja de las Letras: la cassaforte degli scrittori |
|---|---|
| Address | Calle de Alcalá 49, 28014 Madrid, Spain |
| Geo Coordinates | 40.41940, -3.69550 |
| Part of Walk | Madrid letteraria: il Barrio de las Letras tra Cervantes, Lope de Vega e i caffè degli scrittori |
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Sei all'angolo tra Calle de Alcalá e Calle del Barquillo, davanti a un palazzo bianco che sembra una cassaforte travestita da tempio: grandi cariatidi di pietra reggono la facciata come se portassero sulle spalle tutto l'edificio. È l'Edificio de las Cariátides, costruito negli anni Dieci del Novecento da Antonio Palacios e Joaquín Otamendi per il Banco Español del Río de la Plata, una banca nata in Argentina, e oggi sede centrale dell'Instituto Cervantes.
L'Instituto Cervantes è nato nel 1991 per insegnare e diffondere lo spagnolo nel mondo, un po' come la Società Dante Alighieri fa con l'italiano. Ha sedi in decine di paesi, Italia compresa: Roma, Milano, Napoli, Palermo. Che porti il nome di Cervantes è quasi inevitabile: gli spagnoli, per dire la loro lingua, dicono semplicemente la lengua de Cervantes.
Ma il segreto più bello è sottoterra. Nel caveau della vecchia banca, tra porte blindate e file di cassette di sicurezza, dal 2007 c'è la Caja de las Letras, la cassaforte delle lettere. Scrittori, musicisti, registi e scienziati del mondo di lingua spagnola vi lasciano un oggetto, un manoscritto, un ricordo, chiuso in una cassetta che a volte dovrà restare sigillata per decenni, fino a una data scelta da loro.
Il primo a inaugurarla fu lo scrittore Francisco Ayala, che allora aveva più di cento anni. Dopo di lui sono arrivati molti grandi nomi della letteratura, della musica e del cinema. Immagina l'emozione di chi, un giorno, aprirà un pacchetto lasciato da qualcuno che sapeva benissimo che non sarebbe stato lì a vederlo aprire.
È la forma più moderna del sogno di questo quartiere: che le parole sopravvivano a chi le scrive. Lope ha perso la tomba, Cervantes l'ha ritrovata a fatica, ma qui le lettere hanno un caveau blindato. Ora segui Calle de Alcalá fino a Plaza de Cibeles e risali il Paseo de Recoletos sul lato sinistro: l'ultima tappa è un caffè dove si entra ancora per parlare di libri.