Casa de las Siete Chimeneas: il fantasma e il ministro siciliano
Why is it significant?
Conta i comignoli sul tetto di questa casa di mattoni e pietra in Plaza del Rey: sono sette, allineati come sentinelle. È la Casa de las Siete Chimeneas, uno dei più antichi palazzi civili di Madrid, costruito nella seconda metà del Cinquecento, quando qui intorno c'erano ancora orti e campi.
Key Facts
| Place | Casa de las Siete Chimeneas: il fantasma e il ministro siciliano |
|---|---|
| Address | Plaza del Rey 1, 28004 Madrid, Spain |
| Geo Coordinates | 40.42020, -3.69660 |
| Part of Walk | Madrid segreta: Gran Vía, Malasaña e Chueca oltre le vetrine |
| Generated | Generated |
Conta i comignoli sul tetto di questa casa di mattoni e pietra in Plaza del Rey: sono sette, allineati come sentinelle. È la Casa de las Siete Chimeneas, uno dei più antichi palazzi civili di Madrid, costruito nella seconda metà del Cinquecento, quando qui intorno c'erano ancora orti e campi.
E naturalmente ha il suo fantasma. La leggenda parla di una giovane donna che qui visse e morì in circostanze misteriose, e le malelingue tirano in ballo perfino Filippo II. Da allora, nelle notti scure, si vedrebbe una figura bianca camminare tra i sette camini con una torcia in mano. E si racconta che durante dei lavori, nell'Ottocento, dentro un muro fu trovato lo scheletro di una donna accanto a delle monete antiche.
Ma la storia vera più clamorosa di questa casa parla italiano. Nel Settecento ci abitava Leopoldo de Gregorio, marchese di Squillace, per gli spagnoli Esquilache: un siciliano arrivato da Napoli al seguito di Carlo III e diventato il suo potentissimo ministro. Squillace voleva una Madrid moderna, pulita e illuminata, e nel 1766 provò perfino a vietare i mantelli lunghi e i cappelli a larga tesa, dietro i quali, diceva, si nascondevano i malviventi.
Fu la goccia che fece traboccare il vaso: il pane era carissimo e i madrileni non sopportavano un ministro straniero che pretendeva di cambiare loro il cappello. Nel marzo del 1766 scoppiò il Motín de Esquilache, e la folla prese d'assalto proprio questa casa. Carlo III dovette cedere: Squillace fu allontanato e tornò in Italia, dove finì i suoi giorni come ambasciatore a Venezia.
Eppure Madrid, alla fine, cambiò lo stesso: lampioni, fogne, strade lastricate, viali e fontane. E i madrileni, che contro quelle riforme si erano ribellati, finirono per chiamare Carlo III il miglior sindaco di Madrid, el mejor alcalde. Oggi la casa delle sette ciminiere ospita il Ministero della Cultura, e la passeggiata finisce qui: torna verso Calle de Alcalá, e la Vittoria alata del Metrópolis ti saluterà, sempre a braccia aperte.