La tipografia di Juan de la Cuesta: dove nacque il Don Chisciotte

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Fermati davanti al numero 87 di Calle de Atocha e cerca la targa sulla facciata: in questo edificio c'era la tipografia di Juan de la Cuesta, e oggi ci ha sede la Sociedad Cervantina. Sembra un portone come tanti. In realtà è la sala parto del romanzo moderno.

Key Facts

PlaceLa tipografia di Juan de la Cuesta: dove nacque il Don Chisciotte
AddressCalle de Atocha 87, 28012 Madrid, Spain
Geo Coordinates40.41150, -3.69710
Part of WalkMadrid letteraria: il Barrio de las Letras tra Cervantes, Lope de Vega e i caffè degli scrittori
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Fermati davanti al numero 87 di Calle de Atocha e cerca la targa sulla facciata: in questo edificio c'era la tipografia di Juan de la Cuesta, e oggi ci ha sede la Sociedad Cervantina. Sembra un portone come tanti. In realtà è la sala parto del romanzo moderno.

Alla fine del 1604, qui dentro, i torchi cominciarono a stampare le pagine di El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha. Il libro uscì all'inizio del 1605, pubblicato dal libraio Francisco de Robles, e fu un successo immediato: in pochi mesi circolavano già edizioni pirata a Lisbona e a Valencia, e intere casse di copie partivano per le Americhe. Cervantes aveva cinquantasette anni, un passato da soldato e da esattore delle tasse, e fino ad allora pochissima fortuna come scrittore.

Era una bottega che lavorava di fretta, e si vede. La prima edizione è piena di refusi e di sviste, e la più famosa riguarda l'asino di Sancho Panza: glielo rubano, e qualche capitolo dopo Sancho ci sta di nuovo comodamente in groppa, come se niente fosse. Cervantes ci scherzò su nella seconda parte, facendo discutere dell'errore i suoi stessi personaggi... e dando la colpa allo stampatore.

E l'Italia, in quel libro, c'è eccome. Il giovane Cervantes nel 1569 era a Roma, al servizio del cardinale Giulio Acquaviva, poi si arruolò nei reggimenti spagnoli di stanza in Italia, combatté a Lepanto nel 1571, dove perse l'uso della mano sinistra, e visse a lungo tra Napoli e la Sicilia. Di Napoli scrisse in una novella che era la città migliore d'Europa, e dentro il primo Chisciotte infilò un racconto intero ambientato a Firenze, El curioso impertinente.

Dieci anni dopo, nel 1615, dalla stessa tipografia uscì anche la seconda parte. Cervantes morì pochi mesi più tardi, senza immaginare che quel romanzo sarebbe diventato uno dei libri più tradotti della storia. Ora risali verso nord per Calle del León e svolta a destra in Calle de Lope de Vega: dietro un lungo muro senza finestre ti aspetta proprio lui, Cervantes.

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