Piazza Beccaria e Porta alla Croce: il libro che spense il patibolo

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Eccoti in Piazza Beccaria. Al centro c'è la Porta alla Croce, l'antica porta delle mura rimasta sola come un'isola in mezzo al traffico dei viali. Le mura intorno furono abbattute nell'Ottocento, quando Firenze era capitale e voleva assomigliare a Parigi.

Key Facts

PlacePiazza Beccaria e Porta alla Croce: il libro che spense il patibolo
AddressPiazza Cesare Beccaria, 50121 Firenze FI, Italy
Geo Coordinates43.77070, 11.27090
Part of WalkLa Firenze di Dante: da Beatrice alle tombe di Santa Croce
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Eccoti in Piazza Beccaria. Al centro c'è la Porta alla Croce, l'antica porta delle mura rimasta sola come un'isola in mezzo al traffico dei viali. Le mura intorno furono abbattute nell'Ottocento, quando Firenze era capitale e voleva assomigliare a Parigi. La porta invece è rimasta, e la piazza ha preso il nome di uno scrittore.

Cesare Beccaria era milanese, non fiorentino, e aveva poco più di venticinque anni quando, nel 1764, scrisse un libretto, Dei delitti e delle pene, che diceva cose allora scandalose: la tortura non serve a scoprire la verità, e la pena di morte non rende una società più sicura. Il libro uscì senza nome dell'autore, stampato a Livorno, in Toscana, e fece il giro d'Europa: fu tradotto in francese, commentato da Voltaire, discusso dai sovrani.

Uno di quei sovrani lo prese sul serio. Il 30 novembre 1786 il granduca di Toscana Pietro Leopoldo firmò il suo nuovo codice penale: abolite la tortura e la pena di morte. Il Granducato fu il primo Stato al mondo a cancellare la pena capitale per legge. Si racconta che gli strumenti di tortura del Bargello finirono bruciati in un grande falò.

Ecco perché, ogni 30 novembre, la Toscana festeggia la sua giornata regionale. E il cerchio della passeggiata si chiude: Dante condannato al rogo dal podestà, Machiavelli torturato con la corda, i malcontenti sull'ultima strada... e alla fine un libro, scritto da un uomo di lettere, che spegne il patibolo. In questa città, almeno una volta, le parole hanno vinto davvero.

Prima di andare, torna con la mente all'inizio: un ospedale fondato da un padre, una bambina vestita di rosso, un ragazzo che la guarda e non la dimentica più. Tutto quello che hai visto oggi, le tombe, i libri salvati, le sentenze, in qualche modo nasce da lì. Il centro è a pochi passi, lungo Borgo la Croce. E stasera, se ti va, rileggi un canto di Dante: suonerà diverso.

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