Le Murate: dal convento al carcere, fino ai tavolini
Why is it significant?
Entra nella piazza delle Murate: cortili, portici, edifici bassi, tavolini, biciclette, bambini che giocano. Sembra un normale angolo di quartiere. Ma alza gli occhi alle finestre e guarda le inferriate: fino al 1985, qui dentro c'era il carcere di Firenze.
Key Facts
| Place | Le Murate: dal convento al carcere, fino ai tavolini |
|---|---|
| Address | Piazza delle Murate, 50121 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.76920, 11.26790 |
| Part of Walk | Firenze da mangiare: mercati, buchette del vino e caffè storici |
| Generated | Generated |
Entra nella piazza delle Murate: cortili, portici, edifici bassi, tavolini, biciclette, bambini che giocano. Sembra un normale angolo di quartiere. Ma alza gli occhi alle finestre e guarda le inferriate: fino al 1985, qui dentro c'era il carcere di Firenze.
Prima ancora era un convento, e il nome viene da lì. Alla fine del Trecento alcune donne vivevano recluse in piccole celle sul ponte alle Grazie, murate per scelta, cioè chiuse dentro per pregare. All'inizio del Quattrocento si trasferirono qui, lungo Via Ghibellina, e il convento crebbe fino a diventare uno dei più importanti della città. Le chiamavano le Murate, e il nome è rimasto ai muri.
Le Murate ebbero ospiti illustri. Caterina Sforza, la signora di Forlì che aveva sfidato Cesare Borgia, negli ultimi anni frequentò il convento e qui fu sepolta, nel 1509. Aveva raccolto un quaderno di centinaia di ricette, gli Experimenti, tra cosmesi, medicina e alchimia. E durante l'assedio del 1529 e 1530 qui fu tenuta al sicuro una bambina di dieci anni, Caterina de' Medici, futura regina di Francia... sì, quella della leggenda del sorbetto.
Poi arrivò il carcere. Nell'Ottocento le celle delle monache diventarono celle di detenuti, e il 4 novembre 1966 l'alluvione invase anche queste mura: i prigionieri dovettero essere evacuati in fretta. Nel 1985 il carcere chiuse e l'edificio rimase vuoto per anni, finché il Comune non lo ha recuperato con case, piazze e spazi per la cultura.
Oggi, dove i detenuti facevano l'ora d'aria, i fiorentini prendono l'aperitivo, leggono, ascoltano musica. È il finale giusto per una passeggiata sul cibo: a Firenze mangiare e bere non sono mai stati solo un piacere, ma un modo di stare insieme e di riprendersi gli spazi. Siediti, ordina un bicchiere di rosso e qualcosa da sgranocchiare, e brinda ai trippai, ai vinattieri e a Buontalenti. Te lo sei meritato.