San Frediano in Cestello: la cupola senza facciata
Why is it significant?
Mettiti con le spalle al fiume e guarda la chiesa: una cupola elegante, slanciata, e sotto una facciata di pietre nude, ruvide, con i buchi delle impalcature ancora lì, come se i muratori fossero andati a pranzo trecento anni fa e non fossero più tornati.
Key Facts
| Place | San Frediano in Cestello: la cupola senza facciata |
|---|---|
| Address | Piazza di Cestello, 50124 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.77000, 11.24400 |
| Part of Walk | Di là d'Arno: botteghe, Santo Spirito e San Frediano, la Firenze dell'Oltrarno |
| Generated | Generated |
Mettiti con le spalle al fiume e guarda la chiesa: una cupola elegante, slanciata, e sotto una facciata di pietre nude, ruvide, con i buchi delle impalcature ancora lì, come se i muratori fossero andati a pranzo trecento anni fa e non fossero più tornati. Benvenuto a San Frediano in Cestello, la cupola dell'Oltrarno.
Il nome strano viene dai monaci cistercensi, che a Firenze chiamavano di Cestello. Nel 1628 fecero uno scambio di case con le monache carmelitane di Borgo Pinti, dall'altra parte della città: loro vennero qui, a San Frediano, e le monache andarono di là. Poi, alla fine del Seicento, i monaci ricostruirono la chiesa da capo, con questa cupola che si specchia nell'Arno e che dal Lungarno vedi da lontano.
La facciata, invece, è rimasta così. Ma non prenderla come un'eccezione: a Firenze è quasi una tradizione. San Lorenzo aspetta la sua facciata da più di cinquecento anni, e fra poco vedrai che anche Santo Spirito si è dovuto accontentare di un muro intonacato. I fiorentini spendevano tutto dentro, negli altari, nei marmi, nelle tele... e per la faccia rimaneva poco.
Accanto alla chiesa c'è un lungo edificio austero: è il granaio fatto costruire dal granduca Cosimo III alla fine del Seicento, quando una carestia era una minaccia concreta e il grano andava tenuto vicino al fiume, da dove arrivava sulle barche. E proprio il fiume, nel novembre del 1966, entrò in queste strade con una forza terribile: San Frediano fu uno dei quartieri più colpiti dall'alluvione, con l'acqua e il fango fino ai primi piani. Nei giorni dopo, tra i ragazzi arrivati da tutto il mondo a spalare, che i fiorentini chiamarono angeli del fango, c'era tanta gente del quartiere.
Un consiglio da amico: torna qui al tramonto. Dalla spalletta di fronte vedi il sole calare dietro le colline, verso il mare. Ora continua lungo il fiume ancora un po', poi piega verso l'interno: la grande porta medievale è a poche centinaia di metri.