Santa Maria del Carmine e la Cappella Brancacci

Why is it significant?

Dal centro della piazza guarda la chiesa: una facciata di pietra grezza, senza un marmo, senza una statua, che non promette niente. Eppure dietro quel muro, in una cappella grande come un salotto, c'è il posto dove la pittura europea ha imparato a camminare con i piedi per terra.

Key Facts

PlaceSanta Maria del Carmine e la Cappella Brancacci
AddressPiazza del Carmine 14, 50124 Firenze FI, Italy
Geo Coordinates43.76800, 11.24390
Part of WalkDi là d'Arno: botteghe, Santo Spirito e San Frediano, la Firenze dell'Oltrarno
GeneratedGenerated

Open the walk

Dal centro della piazza guarda la chiesa: una facciata di pietra grezza, senza un marmo, senza una statua, che non promette niente. Eppure dietro quel muro, in una cappella grande come un salotto, c'è il posto dove la pittura europea ha imparato a camminare con i piedi per terra.

Intorno al 1424 il mercante di seta Felice Brancacci fece affrescare la cappella di famiglia con le storie di San Pietro. Chiamò Masolino, pittore elegante e affermato, e con lui lavorò un ragazzo di poco più di vent'anni, Tommaso, detto Masaccio. Lavoravano fianco a fianco, sugli stessi ponteggi, e si capisce subito chi è chi: le figure di Masolino sono eleganti e leggere, quelle del ragazzo sembrano scolpite. Le figure di Masaccio hanno ombre vere, corpi pesanti, piedi che premono sul terreno. La luce arriva da una direzione precisa, quella della finestra reale della cappella.

Guarda, quando entri, Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso: lei urla con la bocca spalancata, lui si copre il volto con le mani. Nessuno, prima, aveva dipinto la vergogna così. Per secoli i due ebbero addosso delle foglie di fico aggiunte in un'epoca più pudica, e solo il grande restauro degli anni Ottanta del Novecento le ha tolte. Masaccio non finì mai il lavoro: partì per Roma e lì morì nel 1428, a ventisei anni. Poi Brancacci fu esiliato come nemico dei Medici, e la cappella restò incompiuta per mezzo secolo, finché la completò Filippino Lippi.

Generazioni di artisti vennero qui a copiare quelle figure, compreso il giovane Michelangelo. E fu qui, racconta Benvenuto Cellini riferendo le parole dell'interessato, che lo scultore Pietro Torrigiano, irritato dalle prese in giro di Michelangelo, gli tirò un pugno sul naso, rompendoglielo. Quel naso storto lo vedi in tutti i suoi ritratti. E cerca anche San Pietro che guarisce i malati con la sola ombra: i passanti sono fiorentini qualunque, in una strada che sembra proprio una via del quartiere.

Nel 1771 un incendio devastò quasi tutta la chiesa, ma la cappella si salvò. Ora riattraversa la piazza e imbocca Via Santa Monaca, poi segui la strada fino alla piazza più amata dell'Oltrarno.

Nearby stories