Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi

Why is it significant?

Fermati vicino alla grande fontana e guarda davanti a te: Palazzo Vecchio, una fortezza di pietra con i merli e una torre altissima messa fuori centro. Alla tua destra la Loggia dei Lanzi, piena di statue come un museo all'aperto, e intorno la piazza più politica d'Italia.

Key Facts

PlacePiazza della Signoria, Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi
AddressPiazza della Signoria, 50122 Firenze FI, Italy
Geo Coordinates43.76950, 11.25580
Part of WalkFirenze dal Duomo alla Signoria: la Cupola, il frate ribelle e il ponte che sopravvisse
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Fermati vicino alla grande fontana e guarda davanti a te: Palazzo Vecchio, una fortezza di pietra con i merli e una torre altissima messa fuori centro. Alla tua destra la Loggia dei Lanzi, piena di statue come un museo all'aperto, e intorno la piazza più politica d'Italia.

Il palazzo fu cominciato nel 1299 per ospitare i Priori, il governo della Repubblica, che ci vivevano chiusi dentro per i due mesi del loro mandato, lontani da pressioni e corruzioni. La torre è fuori asse per un motivo pratico: poggia sulla base di una torre più antica. E la piazza stessa nacque da una vendetta: qui sorgevano le case degli Uberti, la famiglia ghibellina più potente, che i guelfi vincitori rasero al suolo, e per molto tempo su quel terreno maledetto nessuno volle costruire. Ancora oggi il palazzo è il municipio di Firenze.

Ora guarda per terra, davanti alla fontana. C'è un disco di pietra con un'iscrizione. Segna il punto in cui il 23 maggio 1498 Girolamo Savonarola, il frate di San Marco, fu impiccato e bruciato insieme a due confratelli, nella stessa piazza in cui un anno prima i suoi avevano acceso il falò delle vanità. Ogni anno, il 23 maggio, la città lo ricorda con la Fiorita, e su quel disco si spargono petali di fiori.

La fontana è il Nettuno dell'Ammannati, un gigante di marmo bianco che i fiorentini chiamano il Biancone, e non per complimento: Ammannato, Ammannato, che bel marmo hai sciupato, dicevano. Il David davanti alla porta è una copia: l'originale stette qui dal 1504 al 1873. Sotto la loggia, che deve il nome ai lanzichenecchi, i mercenari tedeschi della guardia di Cosimo I, c'è il Perseo di Benvenuto Cellini. Cellini racconta che durante la fusione il bronzo non scorreva, e lui buttò nella fornace tutti i piatti di peltro di casa per salvare la statua.

Un ultimo segreto. Sulla facciata del palazzo, all'angolo a destra dell'ingresso, cerca un profilo d'uomo inciso nella pietra. La leggenda lo attribuisce a Michelangelo, che l'avrebbe scolpito con le mani dietro la schiena per scommessa, o per prendere in giro un seccatore che lo tratteneva con le chiacchiere. Ora passa tra il palazzo e la loggia ed entra nel lungo cortile che scende verso il fiume: sono gli Uffizi.

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