Topographie des Terrors e il Muro di Niederkirchnerstraße
Why is it significant?
Accanto a te corre un tratto di Muro lungo circa duecento metri, grigio, scheggiato, con i ferri dell'armatura che spuntano dal cemento come ossa. Dietro, un piazzale di ghiaia e un edificio basso, grigio, quasi anonimo.
Key Facts
| Place | Topographie des Terrors e il Muro di Niederkirchnerstraße |
|---|---|
| Address | Niederkirchnerstraße 8, 10963 Berlin, Germany |
| Geo Coordinates | 52.50620, 13.38420 |
| Part of Walk | Berlino divisa: il Muro da Checkpoint Charlie alla Topographie des Terrors |
| Generated | Generated |
Accanto a te corre un tratto di Muro lungo circa duecento metri, grigio, scheggiato, con i ferri dell'armatura che spuntano dal cemento come ossa. Dietro, un piazzale di ghiaia e un edificio basso, grigio, quasi anonimo. Due storie si sovrappongono su questo stesso terreno, e la seconda, per anni, ha quasi sepolto la prima.
Qui, al numero 8 di quella che allora si chiamava Prinz-Albrecht-Straße, nel 1933 si insediò la Gestapo, la polizia segreta di Stato. Negli edifici vicini, tra cui un ex albergo, si installarono i vertici delle SS e il loro servizio di sicurezza. Dal 1939 tutto confluì nell'Ufficio centrale per la sicurezza del Reich. In questi uffici si organizzarono la persecuzione degli oppositori, le deportazioni e lo sterminio degli ebrei d'Europa. Non era un campo: era una scrivania. Ed è proprio questo che fa più paura.
Nei sotterranei la Gestapo aveva una prigione interna, dove gli oppositori venivano interrogati e torturati. Di quelle celle restano le fondamenta, che vedi nello scavo lungo il Muro. Dopo la guerra gli edifici bombardati furono demoliti, e il terreno, finito proprio sul confine tra i settori, fu quasi dimenticato: ci furono depositi di macerie e perfino una pista dove si poteva guidare senza patente.
Furono i cittadini a riportare a galla la memoria. Negli anni Ottanta alcuni gruppi di Berlino Ovest organizzarono uno scavo simbolico per ricordare a tutti che cosa c'era sotto quella terra. Ne nacque una mostra all'aperto, poi un cantiere lungo e travagliato, e nel 2010 il centro di documentazione che hai davanti, sobrio e luminoso. Le sue pareti raccontano soprattutto i carnefici: i loro nomi, i loro uffici, le loro carriere, spesso proseguite tranquillamente dopo il 1945.
E il Muro? È uno dei tratti originali più lunghi rimasti nel centro della città. Nel 1990 i cosiddetti picchi del Muro, armati di martello e scalpello, lo presero d'assalto per portarsi a casa un souvenir: per questo è così bucherellato. Poi fu tutelato come monumento, così com'era, ferito. Continua lungo Niederkirchnerstraße verso ovest: il grande palazzo di mattoni rossi davanti a te è un museo che per anni ha avuto il Muro sotto le finestre.