Recinte Modernista de Sant Pau: l'ospedale più bello del mondo
Why is it significant?
Eccolo, in fondo al viale: un padiglione di mattoni rossi e ceramiche, con una torre dell'orologio, cupole verdi e dorate, statue e mosaici, come il municipio di una città delle fiabe. Non è un palazzo e non è una chiesa... era la porta d'ingresso di un ospedale.
Key Facts
| Place | Recinte Modernista de Sant Pau: l'ospedale più bello del mondo |
|---|---|
| Address | Carrer de Sant Antoni Maria Claret 167, 08025 Barcelona, Spain |
| Geo Coordinates | 41.41190, 2.17460 |
| Part of Walk | Barcellona di Gaudí e del Modernismo: da Casa Batlló alla Sagrada Família |
| Generated | Generated |
Eccolo, in fondo al viale: un padiglione di mattoni rossi e ceramiche, con una torre dell'orologio, cupole verdi e dorate, statue e mosaici, come il municipio di una città delle fiabe. Non è un palazzo e non è una chiesa... era la porta d'ingresso di un ospedale.
L'Hospital de la Santa Creu i Sant Pau nacque dall'eredità di un banchiere catalano, Pau Gil, che aveva fatto fortuna a Parigi e, morendo nel 1896, lasciò il denaro per costruire un nuovo ospedale a Barcellona. Il progetto fu affidato a Lluís Domènech i Montaner, e i lavori cominciarono nel 1902. Domènech non voleva un edificio unico ma una città-giardino della salute: padiglioni separati tra alberi e aiuole, perché era convinto che aria, luce e bellezza aiutassero a guarire.
Guarda come è orientato il complesso: rispetto alla scacchiera dell'Eixample è ruotato di quarantacinque gradi, perché Domènech voleva i padiglioni allineati ai punti cardinali, per il sole e per il vento. Ecco perché l'Avinguda de Gaudí arriva qui di sbieco. E sotto i giardini una rete di gallerie collegava tutti i padiglioni: medici, malati, biancheria e pasti viaggiavano sottoterra, senza mai uscire alla pioggia o al freddo.
L'ospedale ha funzionato qui fino al 2009, quando i reparti si sono trasferiti in un edificio moderno poco più a nord. Nel 1997 il complesso era già entrato nel patrimonio mondiale dell'UNESCO, insieme al Palau de la Música Catalana, l'altro capolavoro di Domènech. Dopo un lungo restauro, i padiglioni ospitano oggi istituzioni e organizzazioni internazionali e si possono visitare: le vecchie corsie sono tornate sale piene di luce.
E così finisce il cammino. Sei partito dalla piazza dove la città vecchia incontra quella nuova, hai visto un drago su un tetto, una cava di pietra abitata, castelli nordici e una chiesa che cresce da oltre un secolo. E chiudi qui, nel luogo dove il modernismo ha provato a fare la cosa più difficile: rendere bello il posto dove si soffre. Siediti un momento nel giardino, tra i padiglioni, e lascia che Barcellona ti sorprenda ancora una volta.