Palau Macaya e il ciclista di pietra

Why is it significant?

Fermati davanti a questo palazzo bianchissimo, con la facciata decorata da disegni di fiori e foglie e un portale ad arco che sembra una bocca spalancata. Dopo il rosso delle Punxes è come girare pagina: un foglio bianco su cui qualcuno ha disegnato con la punta di un coltello.

Key Facts

PlacePalau Macaya e il ciclista di pietra
AddressPasseig de Sant Joan 108, 08037 Barcelona, Spain
Geo Coordinates41.39990, 2.16970
Part of WalkBarcellona di Gaudí e del Modernismo: da Casa Batlló alla Sagrada Família
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Fermati davanti a questo palazzo bianchissimo, con la facciata decorata da disegni di fiori e foglie e un portale ad arco che sembra una bocca spalancata. Dopo il rosso delle Punxes è come girare pagina: un foglio bianco su cui qualcuno ha disegnato con la punta di un coltello.

È il Palau Macaya, costruito tra il 1899 e il 1901, ancora una volta da Puig i Cadafalch, per l'industriale Romà Macaya. Quei disegni sulla facciata sono esgrafiats, una tecnica antica: si stendono strati di intonaco di colori diversi, poi si gratta via la superficie per far emergere il motivo dal fondo. È una specialità catalana, nata secoli fa, che i modernisti riportarono di moda su decine di facciate.

Ora avvicinati al portale e cerca tra i capitelli scolpiti: c'è un uomo in bicicletta. Sì, un ciclista, in mezzo a figure che sembrano uscite da un codice medievale. La storia più raccontata è che lo scultore, Eusebi Arnau, si sia ritratto mentre arrivava in cantiere pedalando, perché all'epoca questa zona era ancora mezza vuota e lontana da tutto. Che sia vero o no, è uno degli scherzi più simpatici di tutto il modernismo.

Alle tue spalle, nell'incrocio con la Diagonal, una colonna altissima regge la statua di un prete: è Jacint Verdaguer, il poeta che con L'Atlàntida e Canigó ridiede dignità letteraria alla lingua catalana. Senza quel risveglio culturale dell'Ottocento, che i catalani chiamano Renaixença, il modernismo non sarebbe mai esistito: prima si è ritrovata la lingua, poi si è voluto darle una forma di pietra, ferro e ceramica.

Il palazzo ha avuto molte vite, e da tempo appartiene a una fondazione culturale che lo usa per incontri e mostre. Ora riprendi la Diagonal verso est: da qui il viale si fa più largo e più moderno, e tra gli alberi, in fondo, cominceranno ad apparire le torri più famose di Barcellona. Prima, però, ti fermerai davanti a una casa piccolissima, che quasi nessuno guarda, disegnata dal braccio destro di Gaudí.

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