Le Piscine di Montjuïc: tuffi sopra la città
Why is it significant?
Affacciati e guarda giù: due vasche azzurre e, sul bordo, una torre dei tuffi che sembra sporgersi direttamente sopra Barcellona. Dietro, la città scende a perdita d'occhio verso il mare, con i tetti, i campanili e le gru del porto.
Key Facts
| Place | Le Piscine di Montjuïc: tuffi sopra la città |
|---|---|
| Address | Avinguda de Miramar 31, 08038 Barcelona, Spain |
| Geo Coordinates | 41.36940, 2.16500 |
| Part of Walk | Barcellona sul Montjuïc: dall'Expo del 1929 al sogno olimpico |
| Generated | Generated |
Affacciati e guarda giù: due vasche azzurre e, sul bordo, una torre dei tuffi che sembra sporgersi direttamente sopra Barcellona. Dietro, la città scende a perdita d'occhio verso il mare, con i tetti, i campanili e le gru del porto. È una delle immagini più famose dei Giochi del 1992, anche se in pochi sanno dove fu scattata.
Qui, nell'estate del 1992, si disputarono le gare di tuffi. Le televisioni di tutto il mondo trasmisero immagini incredibili: atleti in volo, in avvitamento, con alle spalle l'intera città e la Sagrada Família in lontananza, come se si tuffassero nel cielo sopra i tetti. Dalla piattaforma dei dieci metri vinse l'oro una ragazzina cinese di tredici anni, Fu Mingxia, una delle campionesse olimpiche più giovani di sempre.
Le piscine sono più vecchie dei Giochi: esistevano già da decenni, e per l'Olimpiade furono rinnovate e ampliate per accogliere telecamere e tribune. Ancora oggi sono piscine comunali, e d'estate ci nuotano i barcellonesi, con la stessa vista che allora fece il giro del pianeta. Quelle immagini dissero a milioni di persone, in pochi secondi, che Barcellona era una città di mare, di luce e di montagna insieme.
Eppure, per buona parte del Novecento, questi pendii non erano fatti di giardini e impianti sportivi. Sul Montjuïc sorgevano grandi quartieri di baracche, costruiti a mano da migliaia di famiglie arrivate soprattutto dal sud della Spagna in cerca di lavoro, spesso senza acqua corrente né fognature. Furono sgomberati poco a poco, soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta. La collina scintillante che vedi oggi ha anche questa storia, e vale la pena ricordarla.
Prima di andare, prova a immaginare il silenzio di un tuffatore sulla piattaforma, un attimo prima del salto, con tutta la città sotto. Poi riprendi l'Avinguda de Miramar e prosegui verso est, verso il mare: la strada scende dolcemente fino a un giardino che sembra trapiantato da un deserto.