Il Castell de Montjuïc: la fortezza, la guerra e il metro

Why is it significant?

Attraversa il ponte sul fossato e passa sotto il portale: sei dentro una fortezza a forma di stella, con i bastioni puntati sul mare e sulla città. Sali sulle mura e guarda i cannoni: ti ricordano una cosa scomoda, cioè che per secoli, da qui, si è sparato anche verso Barcellona.

Key Facts

PlaceIl Castell de Montjuïc: la fortezza, la guerra e il metro
AddressCarretera de Montjuïc 66, 08038 Barcelona, Spain
Geo Coordinates41.36340, 2.16610
Part of WalkBarcellona sul Montjuïc: dall'Expo del 1929 al sogno olimpico
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Attraversa il ponte sul fossato e passa sotto il portale: sei dentro una fortezza a forma di stella, con i bastioni puntati sul mare e sulla città. Sali sulle mura e guarda i cannoni: ti ricordano una cosa scomoda, cioè che per secoli, da qui, si è sparato anche verso Barcellona.

La fortezza che vedi risale soprattutto alla seconda metà del Settecento, dopo che la città, nel 1714, era caduta in mano ai Borbone. Il castello serviva a controllare il porto, ma anche a tenere d'occhio i barcellonesi. Nel 1842, durante una rivolta, il generale Espartero fece bombardare la città proprio da queste mura. E più tardi i suoi sotterranei diventarono prigione per anarchici, sindacalisti e oppositori politici.

Il 15 ottobre 1940, nel fossato del castello, fu fucilato Lluís Companys, il presidente della Generalitat il cui nome hai letto sullo stadio. Era fuggito in Francia alla fine della guerra; la Gestapo lo arrestò nell'estate del 1940 e lo consegnò alla Spagna di Franco. Dopo un processo sommario, davanti al plotone, la tradizione racconta che si tolse le scarpe per morire toccando la terra della sua Catalogna.

E da questi bastioni, due anni prima, la città aveva visto arrivare la morte dal mare. Dal 16 al 18 marzo 1938 gli aerei dell'Aviazione Legionaria italiana, decollati da Maiorca, bombardarono Barcellona a ondate, giorno e notte, colpendo quartieri pieni di civili. Fu uno dei primi bombardamenti sistematici su una grande città europea, e i morti furono circa un migliaio. È una pagina poco raccontata in Italia, e da quassù si capisce quanto la città fosse indifesa.

Per chiudere, però, una storia di scienza. Negli anni Novanta del Settecento l'astronomo francese Pierre Méchain salì su questa collina con i suoi strumenti: stava misurando il meridiano tra Dunkerque e Barcellona per definire una nuova unità di misura, il metro. Sì, un pezzetto del metro che usi ogni giorno è nato anche qui. Oggi il castello appartiene alla città, e dalle mura vedi tutto il cammino di oggi: la piazza delle torri veneziane, il palazzo, lo stadio, il porto. La passeggiata finisce qui, sul punto più alto... prenditi tutto il tempo che vuoi per guardare.

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