Lo Stadio Olimpico: i Giochi del '92 e quelli mai disputati

Why is it significant?

Davanti a te c'è una facciata di pietra, classica e un po' solenne, con le sculture ai lati degli ingressi, e sopra, quasi nascosto, il profilo di una copertura modernissima. Sono due stadi in uno: il guscio è del 1929, il cuore è del 1992.

Key Facts

PlaceLo Stadio Olimpico: i Giochi del '92 e quelli mai disputati
AddressPasseig Olímpic 15-17, 08038 Barcelona, Spain
Geo Coordinates41.36470, 2.15560
Part of WalkBarcellona sul Montjuïc: dall'Expo del 1929 al sogno olimpico
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Davanti a te c'è una facciata di pietra, classica e un po' solenne, con le sculture ai lati degli ingressi, e sopra, quasi nascosto, il profilo di una copertura modernissima. Sono due stadi in uno: il guscio è del 1929, il cuore è del 1992.

Lo stadio fu costruito per l'Esposizione del 1929, su progetto di Pere Domènech i Roura. E nell'estate del 1936 doveva ospitare qualcosa di straordinario: l'Olimpiada Popular, le Olimpiadi del popolo, organizzate come risposta antifascista ai Giochi di Berlino. Migliaia di atleti, da più di venti paesi, erano già arrivati in città. L'inaugurazione era fissata per il 19 luglio.

Ma proprio all'alba di quel 19 luglio i militari ribelli uscirono dalle caserme, e a Barcellona si combatté per le strade. La guerra civile era cominciata, e l'Olimpiada non si disputò mai. Molti atleti stranieri ripartirono in fretta; alcuni decisero di restare, e qualcuno finì per arruolarsi nelle milizie. Lo stadio dei sogni olimpici entrò così nella storia dalla porta di una tragedia.

Per i Giochi del 1992 lo stadio fu svuotato e ricostruito dietro la facciata storica, e a guidare il progetto c'era un italiano: l'architetto novarese Vittorio Gregotti, insieme a colleghi catalani. Per ricavare più posti, il terreno di gioco fu abbassato di parecchi metri. Il 25 luglio 1992, durante la cerimonia d'apertura, l'arciere paralimpico Antonio Rebollo scoccò una freccia infuocata verso il braciere... e c'è chi giura ancora oggi che la freccia passò oltre, e che il gas si accese lo stesso. Poco importa: il mondo intero trattenne il fiato.

Dal 2001 lo stadio porta il nome di Lluís Companys, il presidente della Generalitat catalana durante la guerra civile. Ricordati di lui, perché lo ritroverai alla fine di questa passeggiata, al castello. Ora lascia l'anello olimpico e scendi verso nord-est, lungo l'Avinguda de l'Estadi: ti aspetta un edificio bianco pieno di luce, e un pittore che amava le stelle.

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