Stedelijk Museum: la vasca da bagno
Why is it significant?
La riconosci subito: una grande forma bianca, liscia e lucida, sospesa sopra una parete di vetro, che gli amsterdamesi hanno soprannominato de badkuip, la vasca da bagno. Dietro, attaccato come un nonno dignitoso, c'è l'edificio originale in mattoni rossi del 1895, con le sue torrette.
Key Facts
| Place | Stedelijk Museum: la vasca da bagno |
|---|---|
| Address | Museumplein 10, 1071 DJ Amsterdam, Netherlands |
| Geo Coordinates | 52.35790, 4.87990 |
| Part of Walk | Amsterdam dell'arte: Rijksmuseum, Van Gogh e i segreti del Vondelpark |
| Generated | Generated |
La riconosci subito: una grande forma bianca, liscia e lucida, sospesa sopra una parete di vetro, che gli amsterdamesi hanno soprannominato de badkuip, la vasca da bagno. Dietro, attaccato come un nonno dignitoso, c'è l'edificio originale in mattoni rossi del 1895, con le sue torrette.
Stedelijk significa semplicemente comunale: è il museo civico di arte moderna e contemporanea di Amsterdam. Nacque grazie al lascito di una vedova collezionista, Sophia Augusta Lopez Suasso-de Bruijn, che lasciò alla città la sua raccolta di oggetti e opere d'arte. La nuova ala bianca, dello studio Benthem Crouwel, ha aperto nel 2012, e da allora il dibattito su quanto somigli a una vasca non si è mai fermato.
Il direttore che rese lo Stedelijk famoso nel mondo fu Willem Sandberg, dal 1945 al 1962: grafico geniale, tipografo, e durante la guerra membro della resistenza. Falsificava documenti, partecipò all'attacco del 1943 all'anagrafe di Amsterdam, che puntava a distruggere i registri usati per identificare gli ebrei, e poi visse in clandestinità. Dopo la liberazione aprì il museo all'arte più radicale: nel 1949 ospitò la mostra del gruppo CoBrA, con Karel Appel, che fece scandalo.
Lo Stedelijk ha anche una ferita famosa. Nel 1986 un visitatore squarciò con un coltello un grande quadro di Barnett Newman, Who's Afraid of Red, Yellow and Blue III: un'immensa tela rossa fra due strisce sottili. Il restauro che seguì fu a sua volta contestatissimo, perché secondo i critici la superficie era stata ridipinta invece che riparata. Una storia che pone una domanda ancora aperta: quando un'opera è tutta colore, che cosa resta dell'originale?
Qui dentro trovi anche Malevich, Mondrian, Matisse e il design olandese del Novecento. Ora lascia Museumplein verso nord-ovest, attraversa la Van Baerlestraat e infilati nella Roemer Visscherstraat, una via tranquilla di case borghesi. A metà strada, sette facciate ti faranno fare il giro d'Europa in trenta passi.