Spiegelkwartier: il quartiere degli antiquari
Why is it significant?
Cammina lentamente lungo la Nieuwe Spiegelstraat e, a un certo punto, girati verso sud: in fondo alla via vedi le torri del Rijksmuseum, incorniciate dalle facciate come in un quadro.
Key Facts
| Place | Spiegelkwartier: il quartiere degli antiquari |
|---|---|
| Address | Nieuwe Spiegelstraat 34, 1017 DG Amsterdam, Netherlands |
| Geo Coordinates | 52.36360, 4.88850 |
| Part of Walk | Amsterdam dell'arte: Rijksmuseum, Van Gogh e i segreti del Vondelpark |
| Generated | Generated |
Cammina lentamente lungo la Nieuwe Spiegelstraat e, a un certo punto, girati verso sud: in fondo alla via vedi le torri del Rijksmuseum, incorniciate dalle facciate come in un quadro. Ai lati, vetrine strette piene di porcellane bianche e blu, mappe antiche, orologi a pendolo, icone, argenti e mobili del Seicento.
Questo è lo Spiegelkwartier, il quartiere degli antiquari, con decine di gallerie e botteghe concentrate in poche centinaia di metri. Si dice che sia stato proprio il museo, aperto nel 1885 in fondo alla strada, ad attirare qui mercanti d'arte e collezionisti, come le botteghe che crescono attorno a una cattedrale. Ogni vetrina è un piccolo museo privato, e non devi comprare niente per goderti lo spettacolo.
Guarda quelle ceramiche bianche e blu: la famosa ceramica di Delft. Ha un antenato italiano. All'inizio del Cinquecento un vasaio di Castel Durante, nelle Marche, Guido di Savino, si stabilì ad Anversa e vi portò la tecnica della maiolica, la terracotta coperta di smalto bianco e dipinta. Quando Anversa cadde in mano spagnola, nel 1585, molti artigiani fuggirono verso nord, e la maiolica arrivò in Olanda. Poi le navi della Compagnia delle Indie portarono la porcellana cinese, bianca e blu, e i vasai olandesi cominciarono a imitarla. Il risultato è un ibrido perfetto: tecnica italiana, decoro cinese, nome olandese.
Nel Secolo d'Oro l'arte, ad Amsterdam, non era solo per i ricchi. Nel 1640 un viaggiatore inglese, Peter Mundy, annotò con stupore che perfino fornai, calzolai e macellai avevano quadri appesi in casa. Si dipingeva tantissimo, si vendeva ovunque, e le immagini erano un investimento come oggi lo è un appartamento. Queste vetrine sono le ultime eredi di quel mercato febbrile.
Ora prosegui verso sud, verso quelle torri. Supera la Spiegelgracht, attraversa la Weteringschans e il ponte sulla Singelgracht, e preparati a fare una cosa che pochi musei al mondo permettono: passarci attraverso, da parte a parte.