Begijnhof: il cortile segreto delle beghine

Why is it significant?

Varca il portone e fermati un istante: il rumore della città sparisce all'improvviso. Intorno a un prato verde si stringono case alte e strette, una chiesetta di mattoni, alberi, panchine.

Key Facts

PlaceBegijnhof: il cortile segreto delle beghine
AddressBegijnhof, 1012 SJ Amsterdam, Netherlands
Geo Coordinates52.36940, 4.89000
Part of WalkAmsterdam medievale: dalla diga sull'Amstel al Palazzo Reale di piazza Dam
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Varca il portone e fermati un istante: il rumore della città sparisce all'improvviso. Intorno a un prato verde si stringono case alte e strette, una chiesetta di mattoni, alberi, panchine. Parla a bassa voce, perché qui la gente vive ancora... ed è un luogo che il silenzio lo custodisce da quasi settecento anni.

Il Begijnhof nacque intorno alla metà del Trecento come comunità di beghine. Erano donne religiose, ma non suore: non pronunciavano voti perpetui, potevano possedere beni e, se volevano, potevano andarsene e sposarsi. Vivevano qui insieme, pregando, curando i malati, insegnando. In un'epoca in cui una donna sola aveva pochissime strade, questa era una forma di libertà.

Cerca la casa al numero 34, con la facciata nera di legno. È Het Houten Huys, costruita intorno al 1528 secondo le stime più accreditate, una delle case più antiche della città. Ricordi la casa di legno sullo Zeedijk, all'inizio del cammino? Eccola, l'altra superstite. Le due sorelle di legno di Amsterdam, una all'inizio e una alla fine della nostra passeggiata.

Con la Riforma del 1578 le beghine persero la loro chiesa, che nel 1607 fu assegnata alla comunità protestante di lingua inglese: è la chiesetta che vedi in mezzo al prato. Ma le case erano loro, e restarono. Così, nel 1671, si fecero costruire una chiesa cattolica nascosta dietro le facciate di due abitazioni, proprio di fronte. Si racconta che una beghina, Cornelia Arens, chiese di essere sepolta non nella chiesa perduta ma sotto la terra del cortile: una lapide nel prato la ricorda.

L'ultima beghina morì nel 1971. Oggi qui vivono donne sole, come vuole la tradizione, e le porte si chiudono la sera. Esci dal portone ad arco sul lato dello Spui: sei in una piazza di librerie e caffè, dove negli anni Sessanta i giovani provocatori Provo si radunavano attorno alla piccola statua di un ragazzino. Il nostro viaggio finisce qui, a pochi passi dal punto in cui una diga di pescatori è diventata una delle città più libere del mondo.

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