Uilenburg: l'isola dei diamantai
Why is it significant?
Guarda questa strada tranquilla, con i suoi palazzi di mattoni, gli alberi e l'acqua da entrambi i lati. Sei su un'isola, anche se è difficile accorgersene. E tra gli edifici, cerca una facciata sobria con le finestre alte: è una piccola sinagoga del Settecento, sopravvissuta a quasi tutto.
Key Facts
| Place | Uilenburg: l'isola dei diamantai |
|---|---|
| Address | Nieuwe Uilenburgerstraat 91, 1011 LM Amsterdam, Netherlands |
| Geo Coordinates | 52.37020, 4.90530 |
| Part of Walk | Amsterdam ebraica: dal quartiere di Spinoza e Rembrandt ai giardini della Plantage |
| Generated | Generated |
Guarda questa strada tranquilla, con i suoi palazzi di mattoni, gli alberi e l'acqua da entrambi i lati. Sei su un'isola, anche se è difficile accorgersene. E tra gli edifici, cerca una facciata sobria con le finestre alte: è una piccola sinagoga del Settecento, sopravvissuta a quasi tutto.
Uilenburg fu creata artificialmente alla fine del Cinquecento, quando Amsterdam si allargava verso est e aveva bisogno di spazio per i cantieri navali. Poi i cantieri si spostarono, e l'isola si riempì di case strette, vicoli bui, famiglie numerose. Fu per lungo tempo la parte più povera del quartiere ebraico, quella che i visitatori dell'Ottocento descrivevano con orrore.
Eppure da qui passava una delle merci più preziose del mondo. Ad Amsterdam le corporazioni di mestiere chiudevano quasi tutte le porte agli ebrei, ma il taglio dei diamanti non era regolato da una gilda tradizionale, e molti ebrei vi trovarono lavoro. Quando, negli anni Settanta dell'Ottocento, dal Sudafrica cominciarono ad arrivare diamanti in quantità mai vista, la città visse un vero boom. Gli olandesi lo chiamarono il periodo del Capo, dal Capo di Buona Speranza: in pochi anni i lavoratori del settore si moltiplicarono, e Amsterdam si guadagnò il soprannome di città dei diamanti.
Su questa strada, nel 1879, aprì una delle più grandi fabbriche di diamanti di Amsterdam, con le mole mosse dal vapore e centinaia di lavoratori chini sui banchi. L'edificio esiste ancora, poco più avanti sulla stessa via, e lavora ancora i diamanti. Immagina il rumore: il fischio delle cinghie, il ronzio delle mole, il silenzio concentrato di chi lucidava una pietra minuscola per ore. La vita dei diamantai era un'altalena: negli anni buoni guadagnavano bene, quando il mercato crollava restavano senza niente da un giorno all'altro.
Agli inizi del Novecento molti vicoli furono demoliti perché considerati insalubri, e durante la guerra gli abitanti ebrei dell'isola furono deportati. La piccola sinagoga, rimasta vuota per decenni, è stata restaurata e oggi ospita incontri e concerti. Ora torna verso ovest lungo la Nieuwe Uilenburgerstraat fino alla Jodenbreestraat: all'angolo con il canale c'è una casa con le persiane rosse dove visse il pittore più famoso d'Olanda.