Il Centro Storico di Valencia: La Lonja della Seta, Torri Medievali e il Sacro Calice
Un viaggio affascinante attraverso due millenni di storia tra porte gotiche, capolavori UNESCO e la cattedrale del Graal
Valencia · 12 stops · 31 min audio · Generated
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1. Torri di Serranos: La Porta Monumentale delle Mura Medievali
Plaça dels Furs, 1, 46003 València, Spain
Mettiti ai piedi delle maestose Torri di Serranos e solleva lo sguardo verso le possenti merlature di pietra dorata che si stagliano contro il cielo azzurro di Valencia. Costruita tra il 1392 e il 1398 dal maestro tagliapietre Pere Balaguer, questa formidabile porta fortificata difendeva l'accesso settentrionale della città affacciandosi sul fiume Turia. Da questo solenne varco entravano i sovrani della Corona d'Aragona, gli ambasciatori stranieri e i mercanti provenienti dalla via reale di Saragozza. La pietra calcarea di Albarracín conserva ancora oggi i marchi incisi dagli scalpellini medievali per contabilizzare il proprio lavoro quotidiano durante il Secolo d'Oro valenciano.
Osserva la facciata esterna: due torri poligonali fiancheggiano un profondo arco a sesto acuto decorato con raffinate traforature gotiche fiammeggianti. Tuttavia, se attraversi il portale verso l'interno della città, scoprirai che le torri sono completamente aperte sul retro mediante ampie arcate ogivali sovrapposte. Questa geniale soluzione militare consentiva ai difensori di controllare le guardie ed evitava che gli assalitori potessero barricarsi all'interno qualora avessero espugnato la porta esterna. Per oltre tre secoli, dall'incendio del 1586 fino alla fine dell'Ottocento, le torri servirono come prigione nobiliare cittadina.
Durante la Guerra Civile Spagnola tra il 1936 e il 1938, le Torri di Serranos svolsero un ruolo eroico: nelle loro sale voltate, rinforzate con strati di sacchi di sabbia e cemento, vennero custoditi e protetti dai bombardamenti i capolavori del Museo del Prado evacuati da Madrid, tra cui Las Meninas di Diego Velázquez.
Fai scorrere le dita lungo le profonde scanalature di ferro battuto alla base dell'arco: erano le guide attraverso cui scendeva la pesante saracinesca dentata per sigillare ermeticamente l'accesso alla città durante il coprifuoco serale medievale.
Oltrepassa l'arco gotico verso Plaza dels Furs e imbocca Calle Roteros per addentrarti nel cuore bohémien del Barrio del Carmen.
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2. Quartiere del Carmen e l'Antico Convento Carmelitano
Plaça del Carme, 4, 46003 València, Spain
Entra nella quiete ombrosa di Plaza del Carmen, dove il mormorio della fontana si mescola al fruscio delle foglie di arancio amaro e dei ficus secolari. Questa piazza raccolta è il cuore storico che diede il nome all'intero quartiere sorto fuori dalle mura islamiche dopo la riconquista cristiana di re Giacomo Primo d'Aragona nel 1238. Davanti a te si erge la splendida e sobria facciata manierista e barocca della Chiesa Parrocchiale della Santa Croce, antico tempio del Real Convento del Carmen fondato su questo suolo sacro nel 1281 dall'ordine dei carmelitani calzati.
Per secoli questo cenobio fu uno dei centri religiosi e culturali più prestigiosi del Regno di Valencia. Attorno alle sue mura crebbe una fitta trama di vicoli artigiani abitati da tessitori di seta, conciatori di pelli, orefici e pittori che forgiarono l'identità fiera e indomita del distretto. Dopo la soppressione degli ordini religiosi nel 1835, il sacro convento scampò fortunatamente alla distruzione della speculazione edilizia trasformandosi nel primo Museo di Belle Arti della città e sede illustre della Reale Accademia di San Carlos, ospitando le prime grandi mostre d'arte moderna valenciana.
Oggi il monumentale complesso ospita il rinomato Centre del Carme de Cultura Contemporània (CCCC). All'interno del suo suggestivo chiostro gotico del quattordicesimo secolo e del maestoso chiostro rinascimentale a colonne toscane, audaci installazioni artistiche d'avanguardia, mostre fotografiche internazionali, spettacoli di danza e concerti sperimentali dialogano armoniosamente con le venerabili pietre sacre, testimoniando l'inarrestabile metamorfosi creativa del quartiere.
Cerca con lo sguardo le graziose piastrelle di ceramica smaltata settecentesche incastonate negli angoli della piazza: indicano antiche stazioni devozionali della Via Crucis e storici patronati delle confraternite artigiane del quartiere.
Percorri con calma la suggestiva Calle de Salinas verso est per scoprire l'incantevole e storico arco ogivale del Portal de Valldigna.
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3. Portal de Valldigna e la Storica Morería
Carrer del Portal de Valldigna, 2, 46003 València, Spain
Passa sotto l'elegante arco a sesto acuto del Portal de Valldigna e fermati a osservare il fascino intimo di questo vicolo cinto da case storiche. Aperto nell'anno 1400 attraverso l'antica muraglia araba dell'undicesimo secolo, questo portale fu realizzato dalle autorità cittadine per consentire un passaggio diretto tra la Valencia cristiana e la Morería, il quartiere dove risiedevano gli artigiani musulmani. Deve il proprio nome al vicino palazzo nobiliare degli abati cistercensi del Real Monastero di Santa María de Valldigna. Questo varco storico rappresentò per secoli un confine sia fisico che culturale, regolato da rigide norme municipali sul transito delle merci e dei residenti.
Sopra la chiave di volta dell'arco spicca una nicchia con un retablo in ceramica policroma installato nel 1589, che raffigura la Vergine di Valldigna con il re Giacomo Secondo e monaci bianchi sotto gli stemmi araldici della città. Proprio a pochi passi da questo arco, nel 1474, il tipografo tedesco Lambert Palmart stampò Les Trobes en lahors de la Verge Maria, considerato il primissimo libro letterario a stampa pubblicato nell'intera Penisola Iberica con caratteri mobili.
Oltrepassando l'arco nella storica Morería si percepisce chiaramente l'intricato tracciato urbano islamico fatto di vicoli stretti, corti cieche e androni tortuosi, sapientemente progettati per spezzare i venti marini e conservare una fresca ombra durante le torride giornate estive. Qui vissero laboriosi muratori, fabbri ferrai e maestri vasai musulmani che continuarono a impreziosire la cultura materiale di Valencia fino al loro drammatico bando definitivo ordinato da Filippo Terzo nel 1609.
Tocca con rispetto le sezioni di muratura grezza alla base dell'arco: sono autentici frammenti di terra battuta, ghiaia fluviale e calce dell'undicesimo secolo eretti per ordine del re moro Abd al-Aziz.
Segui il tranquillo vicolo lastricato verso sud per raggiungere la poetica e raccolta Plaza del Árbol, gemma nascosta nel cuore del Carmen.
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4. Plaza del Árbol e i Vicoli Segreti del Carmen
Plaça de l'Arbre, 1, 46003 València, Spain
Sostieni il passo nel selciato tranquillo di Plaza del Árbol e ammira la grazia del salice che si innalza come una scultura verde nel mezzo dello spazio urbano. Questo angolo incantevole custodisce l'anima più autentica e silenziosa della Valencia d'altri tempi, riparata dai consueti itinerari turistici tra vicoli che un tempo ospitavano i laboratori della corporazione dei vellutieri. L'antico refettorio e le celle monastiche conservano ancora spesse mura medievali in pietra viva che garantivano ai frati un perfetto isolamento spirituale. La piazza deve il suo nome all'albero solitario piantato nell'Ottocento per sostituire un antico pozzo pubblico dove le donne del quartiere si recavano quotidianamente ad attingere acqua e scambiare notizie. Le botteghe artigiane di questa corte urbana producevano rinomati tessuti serici e calzature in cuoio richieste dai commercianti di tutta la Spagna.
Le palazzine che cingono la piazzetta presentano la tipica architettura residenziale valenciana del diciottesimo e diciannovesimo secolo: facciate strette e slanciate tinteggiate nei toni caldi dell'ocra, della terracotta e del rosa pastello, arricchite da balconi in ferro battuto carichi di vasi di gelsomino e gerani. Su alcuni muri si possono scorgere raffinati murales contemporanei firmati da celebri artisti urbani valenciani come Escif e Julieta XLF, che decorano le pietre medievali con delicatezza poetica.
Durante la celeberrima festa delle Fallas a metà marzo, questa minuscola corte urbana ospita la Falla Plaza del Árbol, una delle commissioni rionali più antiche, amate e calorose della città, fondata nel tardo Ottocento. Le dimensioni raccolte della piazza amplificano incredibilmente l'emozione, con il maestoso monumento satirico di legno e cartapesta che sfiora i cornicioni prima di essere purificato nel gran fuoco rituale della notte della Cremà.
Nota la suggestiva targa di ceramica smaltata all'angolo con Calle de San Ramón: ricorda i drammatici livelli d'acqua raggiunti dalle piene del Turia durante le storiche inondazioni fluviali del 1897 e del 1957.
Prosegui lungo Calle de San Ramón verso Plaza del Tossal, vivace crocevia storico tra le mura arabe e la vita notturna.
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5. Plaza del Tossal e la Galleria della Muraglia Araba
Plaça del Tossal, 3, 46001 València, Spain
Fermati nel vivace spazio irregolare di Plaza del Tossal, dove i tavolini all'aperto dei caffè occupano oggi il terreno che costituiva l'antico perimetro difensivo della Balansiya araba. La parola tossal è un antico vocabolo valenciano che indica una collina o una leggera altura naturale, riferendosi al rialzo del terreno su cui i governatori musulmani edificarono le mura urbane nell'undicesimo secolo sotto il regno del sovrano Abd al-Aziz. Oggi la piazza funge da cerniera tra la bohémien Calle de Caballeros e i popolari mercati del sud. La naturale pendenza del terreno facilitava il deflusso delle acque piovane, rendendo questa piazzetta un nodo topografico strategico fin dai tempi dell'insediamento romano.
Sotto il piano stradale si apre la Galería del Tossal, uno straordinario spazio archeologico sotterraneo scavato nel 1997. Scendendo nei suoi ambienti protetti si possono ammirare venti metri intatti della cortina muraria araba dell'undicesimo secolo in terra battuta e malta di calce, insieme alle basi ad arco di una possente torre difensiva quadrangolare. È inoltre visibile il canale in pietra della Roggia di Rovella, una delle storiche otto canalizzazioni del Turia che alimentarono i mulini per quasi un millennio.
La piazza è incorniciata da nobili palazzi ottocenteschi con caratteristiche arcate in pietra a pianterreno, trasformati oggi in rinomati bar di tapas, enoteche e caffetterie all'aperto. Al tramonto questo slargo si anima di valenciani e viaggiatori internazionali che sorseggiano birra artigianale o horchata fresca di chufa accompagnata da gustose crocchette calde di baccalà, immersi in un vivace connubio tra archeologia millenaria e autentica convivialità mediterranea.
Guarda attraverso i robusti prismi di vetro incastonati nel selciato al centro della piazza: lasciano filtrare la luce naturale del sole direttamente sulle mura arabe e sui canali idraulici della galleria archeologica sotterranea.
Percorri Calle de Caballeros verso ovest per raggiungere le formidabili Torri di Quart, imponenti bastioni segnati dai cannoni napoleonici.
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6. Torri di Quart: La Fortezza dei Cannoni Napoleonici
Plaça de Santa Úrsula, 1, 46008 València, Spain
Alza lo sguardo verso le colossali pareti semicilindriche delle Torri di Quart e osserva gli innumerevoli crateri scavati nella pietra calcarea. Costruita tra il 1441 e il 1460 dai maestri architetti Pere Bonfill e Francesc Baldomar, questa spettacolare porta tardogotica difendeva l'accesso occidentale di Valencia lungo la strada verso Madrid e il paese di Quart de Poblet. Ispirandosi direttamente alle possenti torri del Castel Nuovo di Napoli, Bonfill eresse due bastioni cilindrici alti trentaquattro metri uniti da un coronamento merlato di straordinaria monumentalità militare.
Le profonde ferite che costellano la facciata esterna non sono opera del tempo, ma autentici impatti di proiettili d'artiglieria sparati nel giugno del 1808 durante la Guerra d'Indipendenza spagnola. L'armata imperiale francese guidata dal maresciallo Moncey cinse d'assedio la porta con un cannoneggiamento feroce durato un intero giorno. Tuttavia, i volontari e la milizia popolare valenciana difesero le torri con indomito valore, respingendo le truppe napoleoniche in una celebre vittoria cittadina. La leggendaria resistenza dei cittadini valenciani contro le truppe d'invasione napoleoniche divenne un simbolo immortale di fierezza e amor patrio cantato nelle ballate popolari.
Come le gemelle Torri di Serranos, anche le Torri di Quart sono completamente aperte all'interno verso la città, rivelando cinque maestosi livelli di sale con volte a crociera in pietra che nel Seicento funsero da carcere femminile e successivamente da prigione militare per dissidenti e disertori. Dalla cima delle merlature a trentaquattro metri si gode una vista panoramica mozzafiato sui tetti di tegole arabe del centro storico e sulla pianura circostante.
Cerca con attenzione i profondi crateri d'impatto ad altezza d'uomo sulla pietra angolare: alcuni conservano ancora frammenti arrugginiti di autentiche palle di cannone francesi conficcate tenacemente nella pietra calcarea da oltre due secoli.
Ripercorri Calle de Quart verso est per lasciarti incantare dalle straordinarie volte affrescate della Chiesa di San Nicola.
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7. Chiesa di San Nicola: La Cappella Sistina Valenciana
Carrer dels Cavallers, 35, 46001 València, Spain
Varcata la soglia della Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari e San Pietro Martire, solleva lo sguardo verso la volta per vivere una delle rivelazioni artistiche più straordinarie d'Europa. Fondata come parrocchia nel 1238 da re Giacomo Primo e ricostruita nel Quattrocento in sobrio stile gotico valenciano a navata unica, la chiesa visse tra il 1690 e il 1700 una travolgente metamorfosi barocca che le è valsa a livello internazionale l'appellativo di Cappella Sistina valenciana.
Quasi duemila metri quadrati di volte a sesto acuto, lunette e pilastri sono interamente ammantati da spettacolari affreschi dipinti dal maestro Dionís Vidal su disegni del suo illustre mentore Antonio Palomino. La metà meridionale del soffitto narra la vita miracolosa e le opere caritatevoli di San Nicola di Bari, mentre la campata settentrionale celebra il martirio di San Pietro Martire da Verona, in un tripudio di azzurri lapislazzuli, ori e arditi scorci prospettici che sembrano spalancare il tempio verso la gloria celeste. Le figure sacre sembrano muoversi nello spazio con incredibile dinamismo teatrale, guidando lo sguardo del fedele verso una grandiosa visione della redenzione umana.
Questo capolavoro pittorico universale è tornato a risplendere nel 2016 dopo uno spettacolare restauro promosso dalla Fondazione Hortensia Herrero. Oltre quarantamila ore di meticoloso lavoro scientifico condotto dall'Università Politecnica con batteri speciali per la pulizia biologica hanno rimosso secoli di fuliggine e fumo di candele, restituendo ai colori a fresco una lucentezza cromatica e una profondità spaziale sbalorditiva.
Cerca con lo sguardo l'affascinante doppio ritratto dipinto nella lunetta sopra la cantoria del coro: l'allievo Dionís Vidal si raffigurò con orgoglio pennello alla mano accanto al suo venerato maestro Antonio Palomino, immortalando per sempre il loro connubio artistico.
Esci su Calle de Caballeros e scendi verso sud attraverso i vicoli per ammirare la spettacolare cupola liberty in ferro e vetro del Mercato Centrale.
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8. Mercato Centrale: Cattedrale di Ferro, Vetro e Sapori
Plaça de la Ciutat de Bruges, s/n, 46001 València, Spain
Varcata la monumentale cancellata d'ingresso del Mercato Centrale, lasciati travolgere da una festosa sinfonia di colori, profumi di spezie e richiami cordiali dei commercianti. Inaugurato nel gennaio del 1928 dal re Alfonso Tredicesimo su progetto modernista degli architetti Francesc Guàrdia i Vial e Alexandre Soler i March, questo straordinario tempio gastronomico si estende su oltre ottomila metri quadrati, figurando come uno dei più grandi mercati di prodotti freschi in attività dell'intero continente europeo con oltre trecento banchi artigianali. Le grandi vetrate policrome filtrano la luce solare trasformandola in riflessi caldi che valorizzano la freschezza e i colori vivaci dei prodotti esposti sui banchi.
Alza lo sguardo verso l'ardita cupola centrale in ferro e vetro che svetta a trenta metri d'altezza: è sormontata dalla celebre banderuola in ferro verde a forma di pappagallo, battezzata popolarmente La Cotorra del Mercat. La luce dorata filtra attraverso le grandi vetrate colorate illuminando gli archi rivestiti di piastrelle di Manises, decorate con disegni vivaci di granchi, carciofi, arance ed erbe aromatiche della fertile campagna circostante.
Il mercato è mirabilmente suddiviso in settori commerciali d'eccellenza: scintillanti banchi del pesce con pescato fresco scaricato all'alba nel porto del Grao, pregiati prosciutti iberici di ghianda appesi in lunghe file profumate, zafferano purissimo e montagne colorate di ortaggi appena colti nella fertile huerta. È la dispensa quotidiana prediletta delle famiglie valenciane e la fucina culinaria dove i grandi chef della città scelgono ingredienti stagionali di qualità eccelsa.
La vivace tradizione popolare narra che il pappagallo di ferro posto in cima alla cupola dialoghi costantemente sopra i tetti con la banderuola a forma di passero della vicina chiesa gotica di Santos Juanes, scambiandosi notizie e pettegolezzi sulla città.
Esci attraverso il portale orientale per trovarti direttamente di fronte alle maestose mura gotiche della Lonja de la Seda, sublime patrimonio mondiale dell'UNESCO.
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9. Lonja de la Seda: Capolavoro del Gotico Civile UNESCO
Carrer de la Llotja, 2, 46001 València, Spain
Entra nella solenne grandiosità della Sala de Contratación della Lonja de la Seda e contempla la foresta di colonne elicoidali tortili che si avvitano verso il cielo per sedici metri aprendosi in eleganti volte stellate. Eretta tra il 1482 e il 1533 sotto la direzione magistrale dell'architetto Pere Compte, la Lonja è il massimo capolavoro del gotico civile europeo, dichiarata nel 1996 Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO come testimonianza imperitura della potenza commerciale di Valencia durante il suo Secolo d'Oro mercantile. I maestri scalpellini impiegarono pietra calcarea finissima proveniente dalle cave locali, intagliandola con straordinaria maestria geometrica.
Le otto magnifiche colonne tortili si innalzano slanciate e senza capitelli intermedi, ramificandosi nel soffitto come palme di pietra viva in un giardino eterno di pietra. Lungo l'intero fregio superiore corre una solenne iscrizione in lettere dorate gotiche in lingua latina: ammonisce severamente i mercanti a operare con rettitudine, onestà e senza usura, ricordando che la prosperità terrena conduce alla vita eterna solo se conquistata nel rispetto dei bisognosi e della lealtà commerciale.
Oltre la sala principale si apre il quieto Patio de los Naranjos, vegliato da bizzarri doccioni gotici che raffigurano figure grottesche, vizi umani e creature mitologiche. Dalla corte si accede alla sala del Consolato del Mare, tribunale marittimo che dirimeva le contese nautiche sotto un sontuoso soffitto ligneo dorato del Cinquecento salvato dalla demolizione della vecchia Casa della Città. Le sale superiori accoglievano gli uffici amministrativi della corporazione dei mercanti, dove venivano redatti scrupolosamente i contratti navali e le polizze assicurative marittime.
Cerca le caratteristiche nicchie in pietra intagliate accanto alle porte esterne: vi erano conservati sotto sigillo i campioni ufficiali delle misure della seta, per consentire ai commercianti internazionali di verificare le pezze di tessuto prima di concludere i contratti.
Prosegui per duecento metri verso sud-est attraverso i vicoli artigiani per scoprire la sorprendente e raccolta corte circolare di Piazza Rotonda.
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10. Piazza Rotonda: Il Singolare Mercato Circolare
Plaça Redona, 1, 46001 València, Spain
Attraversa uno dei quattro stretti varchi voltati ed entra nell'inaspettata armonia circolare di Piazza Rotonda, affettuosamente chiamata El Clot, ossia Il Buco, da intere generazioni di valenciani. Progettata nel 1840 dall'architetto neoclassico Salvador Escrig Melchor per risanare un isolato medievale degradato, questa piazza racchiusa rappresenta un gioiello di pianificazione geometrica urbana. Il suo perimetro perfettamente circolare di trentasette metri di diametro è delimitato da tre piani continui di abitazioni tinteggiate nei toni dell'ocra e del bianco. La singolare concezione circolare dell'architetto Escrig mirava a favorire la ventilazione naturale e la luce solare costante su tutte le botteghe del mercato.
Al centro della corte zampilla una graziosa fontana in pietra del 1850 a quattro cannelle, che in origine riforniva costantemente d'acqua potabile i venditori del mercato. Da quasi due secoli Piazza Rotonda è il regno incontrastato dell'artigianato tessile, dei pizzi lavorati al tombolo, dei filati di pregio e della merceria tradizionale: qui si acquistano le celebri mantiglie di pizzo nero, i nastri di seta ricamata in fili dorati e gli spilloni tradizionali indispensabili per confezionare i sontuosi costumi delle feste fallere. I negozi storici tramandano gelosamente tecniche di lavorazione del tombolo e del merletto che risalgono al Secolo d'Oro della manifattura valenciana.
Sollevando lo sguardo verso l'alto si ammira la moderna cupola anulare in acciaio e vetro installata durante il restauro del 2012, che protegge i banchi centrali creando un suggestivo cono di luce naturale. La domenica mattina i vicoli attorno alla piazza si animano di collezionisti a caccia di monete antiche, francobolli rari, cartoline storiche e canarini canori in gabbia.
Mettiti esattamente accanto alla vasca centrale della fontana e sussurra piano verso la parete concava: la perfetta geometria acustica della piazza ad anello trasporta le tue parole all'estremo opposto del diametro con nitidezza straordinaria.
Esci verso nord-est attraverso il voltone e attraversa l'animata Plaza de la Reina per raggiungere l'ingresso monumentale della Cattedrale di Valencia.
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11. Cattedrale di Valencia, il Santo Calice e il Miguelete
Plaça de la Reina, s/n, 46001 València, Spain
Fermati in Plaza de la Reina e ammira la straordinaria sovrapposizione di stili che definisce la Cattedrale di Valencia, dalla romanica Puerta del Palau alla gotica Puerta de los Apóstoles fino alle scenografiche curvature barocche della facciata principale. Consacrata nel 1238 sopra le rovine dell'antica moschea araba e del precedente tempio romano di Diana, questa magnifica basilica riassume otto secoli di fede e arte levantina. Accanto alla facciata svetta El Miguelete, l'iconica torre campanaria ottagonale iniziata nel 1381, alta cinquanta metri con duecentosei gradini a chiocciola che conducono a un panorama impareggiabile.
Entra nella cattedrale e dirigiti verso la Cappella del Santo Calice. In una nicchia gotica d'alabastro brilla il Santo Cáliz, una coppa di agata orientale bruna datata dagli archeologi al primo secolo avanti Cristo. Documenti storici e venerabili tradizioni cristiane attestano che fu la coppa usata da Gesù nell'Ultima Cena a Gerusalemme, portata a Roma da San Pietro, nascosta nel monastero pirenaico di San Juan de la Peña e infine donata ufficialmente alla cattedrale dal re Alfonso il Magnanimo nel 1437.
La cattedrale custodisce inoltre gli splendidi affreschi rinascimentali del 1472 che decorano la volta dell'altare maggiore, dipinti dai maestri italiani Paolo da San Leocadio e Francesco Pagano su commissione di Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro Sesto. Dodici meravigliosi angeli musicanti che suonano liuti, arpe e trombe su un cielo blu lapislazzulo furono riscoperti intatti sotto stucchi barocchi nel 2004. Questi meravigliosi affreschi sono considerati dagli storici dell'arte una delle prime e più riuscite introduzioni del linguaggio rinascimentale italiano nella Penisola Iberica.
Osserva la romanica Puerta del Palau: i capitelli duecenteschi raffigurano i volti scolpiti di sette coppie di sposi che ripopolarono Valencia dopo la Riconquista.
Esci attraverso la maestosa Porta gotica degli Apostoli per concludere il nostro affascinante percorso nella splendida cornice storica di Plaza de la Virgen.
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12. Plaza de la Virgen, il Tribunale delle Acque e la Fontana del Turia
Plaça de la Mare de Déu, 1, 46001 València, Spain
Concludi il tuo itinerario nel solenne e armonioso spazio aperto di Plaza de la Virgen, posando lo sguardo sulle imponenti sculture bronzee della monumentale Fontana del Turia. Questa splendida piazza sorge esattamente sull'antico foro repubblicano della Valentia Edetanorum fondata dai consoli romani nel 138 avanti Cristo. Al centro della pavimentazione marmorea, la fontana allegorica scolpita nel 1976 da Manuel Silvestre Montesinos personifica il dio fluviale Turia adagiato maestosamente con otto ninfe femminili che versano acqua fresca da anfore, a rappresentare le otto storiche rogge d'irrigazione della fertile huerta circostante.
Davanti alla gotica Porta degli Apostoli della Cattedrale si celebra ogni giovedì a mezzogiorno, ininterrottamente da oltre mille anni, il celebre Tribunal de las Aguas. Otto giudici contadini eletti democraticamente, vestiti con il tradizionale blusone nero di seta, si riuniscono per risolvere le dispute irrigue della campagna verbalmente e in lingua valenciana, senza avvocati né documenti cartacei. Dichiarato Patrimonio Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO nel 2009, è il più antico tribunale d'Europa.
Accanto alla cattedrale sorge la Basilica della Vergine degli Abbandonati, eretta tra il 1652 e il 1667 per custodire la patrona di Valencia, affettuosamente chiamata La Geperudeta per la dolce inclinazione del capo. La sua cupola ovale racchiude uno spettacolare affresco barocco dipinto nel 1701 da Antonio Palomino raffigurante la gloria della Vergine e dei santi. L'interno della basilica custodisce inoltre preziosi ex voto d'argento e sete ricamate donate dai cittadini in segno di profonda gratitudine per grazie ricevute.
Sotto la pavimentazione vetrata alle spalle della basilica si estende la monumentale cripta archeologica dell'Almoina, che svela intatte terme repubblicane romane, sepolture monumentali visigote e cortili lastricati della fortezza araba.
Concludiamo qui il nostro indimenticabile viaggio nel cuore millenario di Valencia: una città che custodisce le proprie nobili radici antiche con immenso orgoglio, calore umano e ineguagliabile splendore mediterraneo.