Arco dei Banchi: la piena del 1277
Why is it significant?
Infilati sotto questo arco buio, un passaggio coperto che taglia il palazzo come una galleria, e lascia che gli occhi si abituino alla penombra. Sulla parete c'è un'immagine della Madonna con i suoi lumini. E poco distante, quasi invisibile, una piccola lapide di marmo con una scritta in latino.
Key Facts
| Place | Arco dei Banchi: la piena del 1277 |
|---|---|
| Address | Via dell'Arco dei Banchi, 00186 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.90040, 12.46620 |
| Part of Walk | Roma segreta: Pasquino, le statue parlanti e i vicoli del Rinascimento |
| Generated | Generated |
Infilati sotto questo arco buio, un passaggio coperto che taglia il palazzo come una galleria, e lascia che gli occhi si abituino alla penombra. Sulla parete c'è un'immagine della Madonna con i suoi lumini. E poco distante, quasi invisibile, una piccola lapide di marmo con una scritta in latino.
Quella lapide dice, più o meno: fin qui arrivò il Tevere, ma torbido se ne andò presto. E porta una data: 1277. È considerata la più antica targa di piena del Tevere che si conservi a Roma. Pensaci: oltre settecento anni fa qualcuno ha preso uno scalpello per dire ai posteri... attenzione, l'acqua è arrivata fino a qui.
Il fiume, per Roma, è sempre stato un vicino affascinante e pericoloso. Le piene entravano nelle case, nelle chiese, nelle botteghe. Quella del Natale del 1598 fu la peggiore di tutte: si portò via mezzo Ponte Emilio, che da allora i romani chiamano Ponte Rotto, e in giro per il centro troverai altre lapidi, sempre più alte, che la ricordano. Solo dopo l'alluvione del 1870, appena Roma era diventata capitale d'Italia, si decise di costruire i grandi muraglioni bianchi che oggi chiudono il Tevere come un canale.
E perché si chiama Arco dei Banchi? Perché siamo nel cuore della finanza del Rinascimento. In questo quartiere avevano i loro banchi i banchieri toscani, fiorentini e senesi, che prestavano soldi a papi, cardinali e re. In questa zona lavorava anche Agostino Chigi, quello delle Sibille di Raffaello. E qui accanto, all'inizio del Seicento, papa Paolo V fondò il Banco di Santo Spirito, che ha dato il nome alla strada.
Nella Roma di allora, Ponte era il rione dove si incrociavano soldi, pellegrini e cortigiane, a due passi dal Vaticano e lontano dagli occhi del papa quanto bastava. Un posto da affari, e non sempre puliti. Ora esci dall'arco e scendi verso il fiume, fino alla grande facciata bianca che chiude in fondo la strada: è la chiesa dei banchieri fiorentini.