Palazzo Černín

Why is it significant?

Guarda questa facciata e prova a contarne le colonne: non ci riuscirai al primo colpo. Sono una trentina, giganti, alte quanto più piani, allineate per circa centocinquanta metri. È Palazzo Černín, il palazzo barocco più grande di Praga, oggi sede del ministero degli Esteri ceco.

Key Facts

PlacePalazzo Černín
AddressLoretánské nám. 5, 118 00 Praha 1, Czechia
Geo Coordinates50.08860, 14.39000
Part of WalkPraga segreta: la collina di Petřín, Strahov e la Santa Casa di Loreto
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Guarda questa facciata e prova a contarne le colonne: non ci riuscirai al primo colpo. Sono una trentina, giganti, alte quanto più piani, allineate per circa centocinquanta metri. È Palazzo Černín, il palazzo barocco più grande di Praga, oggi sede del ministero degli Esteri ceco.

Lo volle il conte Humprecht Jan Černín, che era stato ambasciatore dell'imperatore a Venezia e tornò in Boemia innamorato dei palazzi italiani. I lavori cominciarono nel 1669 su progetto di un architetto italiano, Francesco Caratti, e il conte non badò a spese. Si racconta che l'imperatore Leopoldo, vedendolo, abbia commentato che sembrava un enorme granaio... e che il conte abbia risposto a tono, come solo un aristocratico ferito sa fare.

Quel sogno costò carissimo. Per generazioni i Černín faticarono a mantenerlo e a finirlo, e a metà Ottocento il palazzo fu venduto allo Stato e trasformato in caserma: soldati e cavalli dove il conte immaginava feste veneziane. Solo nella Cecoslovacchia indipendente fu restaurato e destinato alla diplomazia, e durante l'occupazione nazista, amara ironia, diventò un centro del potere tedesco sul Protettorato. Ogni stagione politica del paese, insomma, è passata da questi corridoi.

Ed è qui che si consumò uno dei misteri più cupi del Novecento ceco. All'alba del 10 marzo 1948, due settimane dopo il colpo di Stato comunista, il ministro degli Esteri Jan Masaryk, figlio del fondatore della Cecoslovacchia, fu trovato morto nel cortile, sotto la finestra del suo appartamento. La versione ufficiale parlò di suicidio. Le indagini, riaperte più volte, l'ultima nei primi anni Duemila, hanno fatto pendere la bilancia verso l'omicidio, ma un colpevole non è mai stato trovato.

Per questo c'è chi la chiama, con amara ironia, la terza defenestrazione di Praga. Ora attraversa la piazza: di fronte al palazzo ti aspetta un'altra facciata, più piccola e tutta curve, con un campanile da cui ogni ora scende una melodia di campane. Ed è un pezzo d'Italia.

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