Place Pigalle: il mercato dei modelli italiani
Why is it significant?
Sei in Place Pigalle: al centro una fontana rotonda, tutto intorno insegne al neon, motorini e il traffico del boulevard che non dorme mai. Oggi è il quartiere della notte facile, ma un secolo e mezzo fa questa piazza era un'altra cosa... era un mercato.
Key Facts
| Place | Place Pigalle: il mercato dei modelli italiani |
|---|---|
| Address | Place Pigalle, 75009 Paris, France |
| Geo Coordinates | 48.88220, 2.33740 |
| Part of Walk | Montmartre degli artisti: mulini, cabaret e pittori squattrinati nella Parigi bohémien |
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Sei in Place Pigalle: al centro una fontana rotonda, tutto intorno insegne al neon, motorini e il traffico del boulevard che non dorme mai. Oggi è il quartiere della notte facile, ma un secolo e mezzo fa questa piazza era un'altra cosa... era un mercato. E la merce, credici o no, eravamo noi italiani.
Nell'Ottocento, intorno a questa fontana, si radunavano ogni mattina uomini, donne e bambini arrivati dall'Italia, molti dalla Ciociaria e dalle montagne del Sud. Indossavano i costumi del loro paese, corpetti, fazzoletti colorati, le cioce ai piedi, e aspettavano. Aspettavano i pittori. Era il mercato dei modelli: l'artista passava, sceglieva un volto per una Madonna, un pastore, un brigante romantico, e se lo portava in studio per la giornata. Parigi voleva l'Italia sulle tele... e l'Italia arrivava a piedi fino a Pigalle.
Alcuni di quei ragazzi e di quelle ragazze finirono in decine di quadri esposti ai Salon, ammirati da tutta la città, senza che nessuno ricordasse il loro nome. È la storia segreta di tanta pittura francese dell'Ottocento: dietro molte sante e molte pastorelle c'è una ciociara pagata a giornata, che la sera tornava a dormire in una soffitta affollata.
Poi la piazza cambiò pubblico. Al caffè della Nouvelle Athènes, che si affacciava proprio qui, si sedevano Degas e Manet, e Degas ci ambientò il suo celebre L'assenzio, con una donna immobile e svuotata davanti al bicchiere verde. E all'inizio del Novecento arrivò un ragazzo di Cortona, Gino Severini. Nei locali notturni di Pigalle trovò il soggetto del suo quadro più rumoroso, La danza del pan-pan al Monico: ballerine, cappelli, luci, tutto spezzato in mille frammenti colorati. Il Futurismo italiano che entra in un cabaret parigino. L'originale è andato perduto, e Severini, ormai anziano, lo ridipinse da capo.
Tieni a mente questa idea, perché ci accompagnerà per tutta la passeggiata: Montmartre l'ha costruita gente arrivata da fuori, povera, con una valigia e un talento. Ora prendi il boulevard de Clichy verso ovest, sotto gli alberi dello spartitraffico centrale: dopo qualche minuto vedrai girare le pale di un mulino rosso.