Place Dalida: Iolanda Gigliotti, da Serrastretta a Montmartre
Why is it significant?
Eccola, su un piedistallo all'incrocio tra rue Girardon e rue de l'Abreuvoir: un busto di bronzo di donna, i capelli lunghi, lo sguardo lontano. Noterai subito che il bronzo, in certi punti, è lucidissimo... si dice che toccarlo porti fortuna in amore.
Key Facts
| Place | Place Dalida: Iolanda Gigliotti, da Serrastretta a Montmartre |
|---|---|
| Address | Place Dalida, 75018 Paris, France |
| Geo Coordinates | 48.88850, 2.33810 |
| Part of Walk | Montmartre degli artisti: mulini, cabaret e pittori squattrinati nella Parigi bohémien |
| Generated | Generated |
Eccola, su un piedistallo all'incrocio tra rue Girardon e rue de l'Abreuvoir: un busto di bronzo di donna, i capelli lunghi, lo sguardo lontano. Noterai subito che il bronzo, in certi punti, è lucidissimo... si dice che toccarlo porti fortuna in amore. Lei è Dalida, e la storia che sto per raccontarti parla un po' anche di casa tua.
Dalida nasce al Cairo il 17 gennaio 1933, con il nome di Iolanda Gigliotti. I suoi genitori erano calabresi di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, emigrati in Egitto, e il padre Pietro era primo violino all'Opera del Cairo. Iolanda cresce nel quartiere di Shubra parlando italiano in casa, arabo per strada e francese a scuola. Nel 1954 vince il titolo di Miss Egitto e, quello stesso anno, parte per Parigi con un sogno: il cinema.
Il cinema non arriva, ma arriva la musica. Nel 1956 una canzone, Bambino, la trasforma in una stella, e da lì in poi Dalida canta in molte lingue, vende decine di milioni di dischi, attraversa la chanson, la canzone italiana e perfino la disco music. Nel 1962 compra una casa qui vicino, in rue d'Orchampt, e da Montmartre non se ne andrà più.
La sua vita, però, è segnata dal dolore. Nel gennaio del 1967 porta a Sanremo Ciao amore ciao insieme a Luigi Tenco, il cantautore a cui era legata. La canzone viene eliminata, e quella notte Tenco viene trovato morto nella sua stanza d'albergo, con un colpo di pistola. Poche settimane dopo Dalida tenta di togliersi la vita a Parigi. Si salva, torna sul palco, ma la malinconia non la lascia più. Il 3 maggio 1987, nella sua casa di Montmartre, scrive un ultimo biglietto: la vita mi è insopportabile, perdonatemi.
Questa piazzetta porta il suo nome dal 1997, e da qui hai una delle viste più belle della collina: guarda giù per rue de l'Abreuvoir, con la cupola bianca del Sacré-Cœur che spunta dietro i tetti. Ora prendi rue Girardon verso nord, scendi fino a rue Saint-Vincent e seguila verso destra lungo il muro di una vigna: all'angolo trovi una casetta con le persiane verdi e un coniglio dipinto.