L'obelisco di Karolinenplatz

Why is it significant?

Al centro di questa piazza rotonda, circondata da palazzi signorili e dal traffico, si alza un obelisco scuro, alto circa ventinove metri e rivestito di bronzo. Nessun geroglifico, nessun faraone: è un monumento ai caduti.

Key Facts

PlaceL'obelisco di Karolinenplatz
AddressKarolinenplatz, 80333 München, Germany
Geo Coordinates48.14440, 11.56940
Part of WalkMonaco di Baviera, Atene sull'Isar: Königsplatz, Gliptoteca e le Pinacoteche del Kunstareal
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Al centro di questa piazza rotonda, circondata da palazzi signorili e dal traffico, si alza un obelisco scuro, alto circa ventinove metri e rivestito di bronzo. Nessun geroglifico, nessun faraone: è un monumento ai caduti.

Fu inaugurato nel 1833 per ricordare i trentamila soldati bavaresi morti nella campagna di Russia del 1812. Pensa a che cosa significa: la Baviera era alleata di Napoleone e mandò verso Mosca un intero esercito... ne tornarono pochissimi. Il monumento lo disegnò Leo von Klenze, ancora una volta per Ludovico I.

E c'è un paradosso inciso sul piedistallo. Una delle iscrizioni dice che anche loro morirono per la liberazione della patria. Ma quei soldati erano morti combattendo al fianco di Napoleone, non contro di lui: la Baviera cambiò fronte solo nell'autunno del 1813, poco prima della battaglia di Lipsia. Ricordare i caduti è facile; dire per che cosa siano morti, molto meno.

L'idea stessa di piantare un obelisco al centro di una piazza, del resto, è romana. Roma ne conserva tredici antichi, più di qualunque altra città al mondo, e i papi del Rinascimento li rialzarono proprio così, come fulcro delle loro piazze. Quando nel 1586 Sisto V fece spostare quello di San Pietro, Roma intera seguì l'impresa con il fiato sospeso; la leggenda vuole che, mentre le funi cominciavano a fumare, un marinaio ligure gridasse 'acqua alle funi!', salvando l'obelisco. Ludovico, che quelle piazze le aveva percorse tante volte, ne volle uno anche lui. La piazza porta invece il nome della regina Carolina, la moglie del primo re di Baviera: era protestante, una rarità in una corte così cattolica, e ottenne di avere a corte un proprio pastore.

Guarda i palazzi intorno: in uno di questi ha sede l'Amerikahaus, nato nel dopoguerra per far conoscere a una città distrutta libri, musica e idee d'oltreoceano. Ora prendi Arcisstraße verso nord: passerai davanti a un massiccio edificio di pietra chiara, e lì ti racconterò perché anche l'Italia vi ha lasciato una firma.

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