Frauenkirche: le cupole 'italiane' e l'impronta del diavolo

Why is it significant?

Eccole, le due torri che sono il simbolo di Monaco: mattoni rossi, quasi cento metri d'altezza, e in cima due cupole verdi che sembrano grossi bulbi. Sono così amate che nel 2004, in un referendum cittadino, i monacensi hanno votato contro i nuovi grattacieli più alti di loro.

Key Facts

PlaceFrauenkirche: le cupole 'italiane' e l'impronta del diavolo
AddressFrauenplatz 12, 80331 München, Germany
Geo Coordinates48.13860, 11.57360
Part of WalkMonaco di Baviera, la città più a nord d'Italia: centro storico, Residenz e re Wittelsbach
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Eccole, le due torri che sono il simbolo di Monaco: mattoni rossi, quasi cento metri d'altezza, e in cima due cupole verdi che sembrano grossi bulbi. Sono così amate che nel 2004, in un referendum cittadino, i monacensi hanno votato contro i nuovi grattacieli più alti di loro.

La chiesa, oggi cattedrale, fu costruita in tempi da record, tra il 1468 e il 1488, dal maestro Jörg von Halsbach. Tutta in mattoni, perché in questa pianura la pietra da costruzione scarseggiava. Le cupole arrivarono dopo, nel 1525, e i bavaresi le chiamarono welsche Hauben, cuffie welsche. Welsch, in tedesco antico, voleva dire straniero del sud, latino, italiano. Tutto ciò che sapeva di Rinascimento, per i monacensi, veniva da oltre le Alpi.

Ora entra e fermati subito dopo la porta, sulla pietra dell'ingresso. Vedi quell'impronta scura, un piede con una specie di sperone? La leggenda dice che il diavolo fece un patto con il costruttore: la chiesa non avrebbe dovuto avere finestre. Il diavolo entrò, si fermò proprio qui e, per un gioco di colonne, non vide neanche una finestra. Batté il piede soddisfatto... poi fece un passo avanti, scoprì l'inganno e, furioso, si trasformò in vento. Dicono che da allora intorno alla chiesa tiri sempre un'aria fredda.

La storia vera ha pagine più dure. Durante la Seconda guerra mondiale le bombe sfondarono il tetto e parte delle volte crollò; la ricostruzione richiese anni. Dentro, cerca il grande monumento scuro dedicato a Ludovico il Bavaro, il primo Wittelsbach diventato imperatore, che fece incoronare a Roma nel 1328, contro la volontà del papa. Ne riparleremo fra un paio di tappe, nel suo castello.

Prima di andare, conta le persone intorno a te: la chiesa è immensa, e una tradizione popolare dice che potesse accogliere più o meno tutta la Monaco del Quattrocento. Esci dalla porta principale e prendi una delle stradine verso sud-est: in due minuti sbucherai nella piazza più famosa della città.

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