Palazzo Antinori: la buchetta del vino e la peste del Seicento
Why is it significant?
Fermati nella piccola piazza davanti a questo palazzo del Quattrocento, compatto, perfetto, in pietra. Ora guarda accanto al portone, più o meno all'altezza della tua mano: c'è una finestrella ad arco, minuscola, chiusa da uno sportello di legno. Sembra la porta di casa di un topolino.
Key Facts
| Place | Palazzo Antinori: la buchetta del vino e la peste del Seicento |
|---|---|
| Address | Piazza degli Antinori 3, 50123 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.77280, 11.25130 |
| Part of Walk | Firenze da mangiare: mercati, buchette del vino e caffè storici |
| Generated | Generated |
Fermati nella piccola piazza davanti a questo palazzo del Quattrocento, compatto, perfetto, in pietra. Ora guarda accanto al portone, più o meno all'altezza della tua mano: c'è una finestrella ad arco, minuscola, chiusa da uno sportello di legno. Sembra la porta di casa di un topolino. È una buchetta del vino.
Il palazzo fu costruito intorno al 1465 e dal 1506 appartiene agli Antinori; il progetto è attribuito a Giuliano da Maiano. È la casa di una famiglia che vende vino da più di seicento anni: già nel 1385 un Giovanni di Piero Antinori risulta iscritto all'Arte dei Vinattieri, la corporazione dei mercanti di vino. Le grandi famiglie avevano poderi e vigne in campagna, e dal Cinquecento poterono vendere il vino direttamente da casa, senza passare dalle osterie... e con qualche tassa in meno.
Funzionava così: il cliente bussava allo sportello con il suo fiasco vuoto, il cantiniere dall'interno lo prendeva, lo riempiva e lo restituiva. Niente vetrina, niente bottega, niente chiacchiere. In città se ne contano oggi più di cento, quasi tutte nel centro storico, e una volta che impari a riconoscerle non smetti più di vederle: murate, dipinte, a volte con la scritta vino sopra.
Ma la loro ora più importante arrivò con la peste del 1630. Un erudito dell'epoca, Francesco Rondinelli, racconta che i vinattieri continuarono a vendere dalle buchette evitando ogni contatto, e che le monete venivano disinfettate con l'aceto prima di essere toccate. La sua relazione sul contagio uscì nel 1634, e da lì viene quasi tutto ciò che sappiamo. Commercio senza contatto, quasi quattro secoli prima che ne avessimo bisogno noi.
E infatti, nel 2020, durante la pandemia, alcune buchette fiorentine si sono riaperte per passare dalla finestrella un bicchiere di vino, un caffè, perfino un gelato. La storia, a volte, rientra dalla porta di servizio. Adesso imbocca Via de' Tornabuoni, la strada più elegante di Firenze, e cammina verso sud: pochi passi e sentirai profumo di tartufo.