Il Bargello: la condanna e il ritratto ritrovato
Why is it significant?
Dall'angolo di Piazza San Firenze guarda il Bargello: pietra forte, merli in cima, finestre strette, e una torre che sale dritta come un dito alzato. Sembra un castello, ed era la cosa più vicina a un castello che la Firenze repubblicana si concedesse.
Key Facts
| Place | Il Bargello: la condanna e il ritratto ritrovato |
|---|---|
| Address | Via del Proconsolo 4, 50122 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.76950, 11.25810 |
| Part of Walk | La Firenze di Dante: da Beatrice alle tombe di Santa Croce |
| Generated | Generated |
Dall'angolo di Piazza San Firenze guarda il Bargello: pietra forte, merli in cima, finestre strette, e una torre che sale dritta come un dito alzato. Sembra un castello, ed era la cosa più vicina a un castello che la Firenze repubblicana si concedesse. Fu costruito a partire dal 1255 come Palazzo del Podestà, il magistrato forestiero che amministrava la giustizia.
È qui che si decise il destino di Dante. Nel gennaio del 1302, mentre lui era lontano da Firenze, il podestà Cante de' Gabrielli da Gubbio lo condannò per baratteria, cioè per corruzione, a una multa e all'esclusione dai pubblici uffici. Dante non si presentò. A marzo arrivò la seconda sentenza: se lo avessero preso, sarebbe stato bruciato vivo. Non rientrò mai più nella sua città.
Ed ecco il colpo di scena. Dentro il palazzo c'è una cappella, quella della Maddalena, affrescata dalla bottega di Giotto. Quando il palazzo divenne un carcere, i suoi muri finirono sotto l'intonaco e furono divisi in celle. Nel 1840 un gruppo di appassionati, tra cui il pittore inglese Seymour Kirkup, riuscì a farli scoprire, e tra i beati del Paradiso riapparve un uomo di profilo, giovane, dai lineamenti inconfondibili. Era Dante. Il suo ritratto più antico che conosciamo... dipinto nel palazzo che lo aveva condannato.
Kirkup, si racconta, si fece chiudere nella cappella per ricalcare il volto prima del restauro, perché temeva che i restauratori lo avrebbero rovinato. Aveva ragione: i ritocchi di quegli anni cambiarono alcuni dettagli, e il suo disegno resta prezioso per capire com'era l'originale. Oggi il Bargello è il museo nazionale della scultura, con Donatello, Michelangelo e Cellini, ma per un dantista resta il luogo di quella faccia ritrovata.
Il nome Bargello arrivò più tardi, nel Cinquecento, dal capo delle guardie che ci ebbe sede, e per secoli nel cortile si eseguirono le condanne a morte. Ricordatelo, perché alla fine della passeggiata questa storia avrà un finale sorprendente. Adesso imbocca Via Ghibellina, la strada che costeggia il palazzo, e cammina verso est.