La vetta di Arthur's Seat

Why is it significant?

Ce l'hai fatta. Sei sulla cima di Arthur's Seat, a duecentocinquantuno metri sul livello del mare, su un cocuzzolo di roccia levigata da milioni di scarpe, con un piccolo pilastro geodetico al centro.

Key Facts

PlaceLa vetta di Arthur's Seat
AddressArthur's Seat, Holyrood Park, Edinburgh EH16, UK
Geo Coordinates55.94410, -3.16160
Part of WalkIl vulcano dentro Edimburgo: Arthur's Seat, Holyrood Park e i laghi di Duddingston
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Ce l'hai fatta. Sei sulla cima di Arthur's Seat, a duecentocinquantuno metri sul livello del mare, su un cocuzzolo di roccia levigata da milioni di scarpe, con un piccolo pilastro geodetico al centro. Gira su te stesso, lentamente: il castello, i campanili della città vecchia, il porto di Leith, l'estuario del Forth e, sulla riva opposta, le colline del Fife.

Sotto i tuoi piedi c'è un vulcano. Spento da circa trecentocinquanta milioni di anni, eroso, smontato dai ghiacciai, ma pur sempre un vulcano: questa cima è uno dei suoi antichi condotti, riempito di lava indurita. Anche la rupe del castello, laggiù, è nata da un'attività vulcanica dello stesso periodo. Edimburgo è letteralmente costruita su un fuoco antico.

E il nome? Nessuno lo sa davvero. C'è chi pensa a re Artù, perché in Scozia le leggende arturiane sono più antiche di quanto si creda. C'è chi propone un'origine gaelica, qualcosa come l'altura delle frecce. Sui fianchi della collina restano poi le tracce di fortificazioni dell'età del ferro: gente che, come te, saliva quassù per vedere chi arrivava.

E poi c'è il mistero più strano. Nel 1836 alcuni ragazzi, a caccia di conigli sul versante nord-est della collina, trovarono in una piccola cavità diciassette bare in miniatura, lunghe pochi centimetri, ognuna con una figurina di legno vestita di stoffa. Oggi le superstiti sono al Museo nazionale di Scozia. Stregoneria? Un rito per marinai dispersi? Qualcuno le ha collegate alle vittime di Burke e Hare. La verità, nessuno la conosce.

Respira, scatta la tua foto, e poi scendi dal versante est, quello più dolce, verso un laghetto che vedi luccicare sotto di te, accanto alla strada. Attento: la roccia della cima è liscia e diventa scivolosa con la pioggia, e il vento qui può essere fortissimo. Guarda dove metti i piedi, almeno finché non arrivi sull'erba.

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