Palau del Baró de Quadras: il palazzo con due facce

Why is it significant?

Cerca sul lato della Diagonal rivolto al mare un palazzo stretto, coperto di pietra scolpita come un altare: un grande balcone chiuso al piano nobile, finestre traforate, pinnacoli, piccoli mostri e cavalieri. Sembra uscito da un castello del Nord Europa e incastrato a forza tra due condomini.

Key Facts

PlacePalau del Baró de Quadras: il palazzo con due facce
AddressAvinguda Diagonal 373, 08008 Barcelona, Spain
Geo Coordinates41.39670, 2.16140
Part of WalkBarcellona di Gaudí e del Modernismo: da Casa Batlló alla Sagrada Família
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Cerca sul lato della Diagonal rivolto al mare un palazzo stretto, coperto di pietra scolpita come un altare: un grande balcone chiuso al piano nobile, finestre traforate, pinnacoli, piccoli mostri e cavalieri. Sembra uscito da un castello del Nord Europa e incastrato a forza tra due condomini.

È il Palau del Baró de Quadras, trasformato tra il 1904 e il 1906 da Josep Puig i Cadafalch, lo stesso di Casa Amatller. Puig non era soltanto architetto: era storico dell'arte, archeologo, grande studioso del romanico, e più tardi uomo politico, presidente della Mancomunitat de Catalunya. Nelle sue case mescolava il gotico catalano, i castelli tedeschi e i palazzi fiamminghi, e in ogni facciata infilava un pezzo di identità catalana.

Guarda bene tra i ricami di pietra: c'è San Giorgio che affronta il drago, scolpito da Eusebi Arnau, lo scultore preferito dei modernisti. È lo stesso santo del tetto di Casa Batlló, la stessa leggenda che a Barcellona ritorna dappertutto, sulle facciate, sui balconi, perfino sulle maniglie delle porte. E anche qui, puoi starne certo, il drago ha perso.

Ma il trucco di questo palazzo è sul retro. Se fai il giro dell'isolato fino a Carrer del Rosselló, trovi l'altra facciata, ed è un'altra casa: sobria, borghese, quasi da condominio, con decorazioni di ceramica e balconi semplici. Davanti, sul viale delle carrozze e delle parate, il barone si presentava come un nobile medievale; dietro, nella via di tutti i giorni, era un proprietario che affittava appartamenti. Due facce e un solo portafoglio.

Anche la Diagonal, se ci pensi, è un'idea di Cerdà: l'unica grande strada che taglia di sbieco la sua scacchiera, per accorciare i percorsi da un capo all'altro della città. Ora seguila verso est, sul suo marciapiede alberato: dopo un paio di isolati, sul lato della collina, vedrai spuntare sei torri appuntite, come in un castello delle fiabe.

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