Las Arenas: l'arena diventata terrazza
Why is it significant?
Mettiti di fronte a questo enorme tamburo di mattoni rossi, con gli archi a ferro di cavallo e le decorazioni che sembrano uscite da un palazzo moresco. È Las Arenas, e a prima vista nessuno direbbe che dentro, oggi, ci sono negozi, un cinema e una terrazza circolare da cui vedi mezza Barcellona.
Key Facts
| Place | Las Arenas: l'arena diventata terrazza |
|---|---|
| Address | Gran Via de les Corts Catalanes 373-385, 08015 Barcelona, Spain |
| Geo Coordinates | 41.37630, 2.14930 |
| Part of Walk | Barcellona sul Montjuïc: dall'Expo del 1929 al sogno olimpico |
| Generated | Generated |
Mettiti di fronte a questo enorme tamburo di mattoni rossi, con gli archi a ferro di cavallo e le decorazioni che sembrano uscite da un palazzo moresco. È Las Arenas, e a prima vista nessuno direbbe che dentro, oggi, ci sono negozi, un cinema e una terrazza circolare da cui vedi mezza Barcellona. Eppure fino al 1977, qui dentro, si facevano le corride.
L'arena fu inaugurata nel 1900, su progetto dell'architetto August Font i Carreras, in stile neomudéjar, quel revival ispano-moresco che allora andava di gran moda. Pensa che all'epoca questa zona era periferia vera: campi, qualche fabbrica, la strada che usciva verso l'interno... e un incrocio polveroso che solo l'Esposizione del 1929 avrebbe trasformato nella piazza monumentale che hai intorno.
Barcellona ha avuto tre arene, e il rapporto della città con la corrida è sempre stato complicato. Nel 2010 il parlamento catalano votò il divieto delle corride, entrato in vigore due anni dopo; nel 2016 il Tribunale costituzionale spagnolo lo annullò, ma le arene catalane sono rimaste chiuse. Qui, però, le porte si erano già chiuse da decenni, e per anni l'edificio restò un guscio vuoto, mezzo dimenticato, in mezzo al traffico della rotonda.
Poi arrivò Richard Rogers, l'architetto britannico che a Parigi aveva firmato il Centre Pompidou insieme a Renzo Piano. Il suo studio fece un gioco quasi da prestigiatore: conservò la facciata ottocentesca, la tenne in piedi come una conchiglia e svuotò completamente l'interno, per costruirci dentro un edificio nuovo. Il centro ha aperto nel 2011. Se sali sulla terrazza in cima, cammini letteralmente sopra il ricordo dell'arena, lungo un anello che guarda la piazza e la collina.
E da lassù capisci il trucco di tutta questa passeggiata: Plaça d'Espanya è una porta. Dall'altra parte della rotonda, due torri rosse segnano l'inizio di un viale che sale dritto verso un palazzo con la cupola. È la scenografia che Barcellona costruì per presentarsi al mondo. Attraversa la piazza con calma, che qui il traffico non perdona, e raggiungi le due torri gemelle.